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lunedì 7 novembre 2011

Presidente Berlusconi, per il bene dell’Italia, NON SI DIMETTA ( articolo di Paolo Barnard )

Il seguente articolo, è tratto dal sito del giornalista Paolo Barnard.

Presidente,

perdoni l'approccio informale. Sono il giornalista e autore Paolo Barnard, lavoro da due anni con il gruppo di macroeconomisti del Levy Institute Bard College di New York sulla crisi dell'Eurozona. Siamo guidati dal Prof. L. Randall Wray dell’Università del Missouri Kansas City, che coordina altri 10 colleghi inglesi e australiani.

Presidente, è incomprensibile che Lei non scelga di salvare la nazione, e il Suo governo, rendendo pubblico che:

a) l'Euro fu disegnato precisamente per affossare gli Stati del sud Europa, fra cui l’Italia.

b) esistono responsabili italiani ed europei di questo "colpo di Stato finanziario di proporzioni storiche". (una definizione del tutto ragionata offerta dell'economista americano Michael Hudson)

Presidente, dalle pagine del Financial Times, del Wall Street Journal e persino del New York Times, da mesi economisti del calibro di Martin Wolf, Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Nouriel Roubini, Marshall Auerback, Le stanno suggerendo la via d'uscita. A Parigi, l’eccellente Prof. Alain Parguez dell’Università di Besancon ne ha trattato esaustivamente. Wray e i suoi colleghi Mosler, Tcherneva e Hudson pure. Nel dettaglio, essi hanno scritto che:

L'Italia è stata condannata a un’aggressione senza precedenti da parte dei mercati dall'operato dei governi di centrosinistra che La hanno preceduta, poiché essi hanno portato il nostro Paese nel catastrofico costrutto dell'Eurozona. Le famiglie italiane e il Suo governo non devono pagare per colpe non loro. Lei deve dire alla nazione ciò che sta veramente accadendo, e chi ci ha condotti a questo dramma. 

L'Euro fu pensato nel 1943 dal francese Francois Perroux con il dichiarato intento di "Togliere agli Stati la loro ragion d'essere". La moneta unica è infatti un progetto franco-germanico da quasi mezzo secolo (Attali, Delors, Issing, Weigel et al.), col fine di congelare le svalutazioni competitive d'Italia e Spagna, e col fine di deprimere i redditi del sud Europa per delocalizzare in esso manodopera industriale per l'esclusivo vantaggio del Neomercantilismo franco-tedesco.

Specificamente, la moneta unica:

- Esclude un prestatore di ultima istanza sul modello Federal Reserve USA, proprio per portare la sfiducia dei mercati sui debiti dell'Eurozona. 

- I debiti dell'Eurozona non sono più sovrani, poiché l'Euro è moneta che ogni Stato può solo usare, non emettere, e che ogni Stato deve prendere in prestito dai mercati di capitali privati che lo acquisiscono all'emissione. L'Euro è moneta di nessuno, non sovrana per alcuno.

- I due punti precedenti hanno distrutto il fondamentale più importante della macroeconomia di Stato, che è "Ability to pay", cioè la capacità di uno Stato di onorare sempre il proprio debito emettendo la propria moneta sovrana. L’attuale aggressività dei mercati contro il nostro Paese (ed altri) è dovuta in larghissima parte proprio alla loro consapevolezza della nostra perdita di "Ability to pay", la cui presenza è infatti l'unica rassicurazione che può calmare i mercati. Motivo per il quale il Giappone dello Yen sovrano, che registra il 200% di debito/PIL, non è da essi aggredito e ha inflazione vicina allo 0%. Motivo per cui l'Italia della Lira sovrana mai si trovò in condizioni simili al dramma attuale, nonostante parametri ben peggiori di quelli oggi presenti.

- L'Euro è moneta insostenibile, disegnata precisamente affinché l'assenza radicale di "Ability to pay" nei governi più deboli dell’Eurozona inneschi un circolo vizioso di crisi che alimenta la sfiducia dei mercati che alimenta crisi. Non se ne esce, qualsiasi correttivo non altera, né mai altererà, questo fondamentale negativo, e i mercati infatti non si placano.

- Le estreme misure di austerità per la riduzione del deficit di bilancio che vengono oggi imposte al Suo governo, sono distruttive per la Aggregate Demand di cui qualsiasi economia necessita per crescere. Sono cioè  il farmaco che causa la malattia, invece di curarla. Anche questo non accade per un caso.

- Tali misure ci vengono imposte proprio perché il nostro debito pubblico non è più sovrano, a causa dell'adozione di una moneta non sovrana. Infatti, ogni spazio di manovra del Suo governo al fine di stimolare crescita e riduzione del debito attraverso scelte di spesa sovrana (fiscal policy), è stato annullato dall'adozione della moneta unica, che, ribadisco, l'Italia non può emettere come invece fanno USA o Giappone. Si tratta di una perdita di sovranità governativa senza precedenti nella storia repubblicana, e di cui le misure imposte dalla Commissione UE come il European Semester e l'Europact sono l'espressione più estreme, ma di cui noi cittadini e Lei paghiamo le estreme conseguenze.

- L'Euro e i Trattati europei che l’hanno introdotto, sbandierati a salvezza nazionale dal centrosinistra, stanno, per i motivi sopraccitati, umiliando l'Italia, nazione che ha uno dei risparmi privati migliori del mondo, 9.000 miliardi in ricchezza privata, una capacità industriale invidiata dai G20, banche assai più sane della media occidentale, e parametri di deficit che sono inferiori ad altri Stati dell'Eurozona. Lei, Presidente, sarà il capro espiatorio, noi italiani ne soffriremo conseguenze devastanti per generazioni. 

Presidente, Lei deve e può denunciare pubblicamente la realtà di questa moneta disegnata per fallire. Lei può e deve smascherare le responsabilità del centrosinistra italiano e dei governi 'tecnici' in queste scelte sovranazionali catastrofiche.

Presidente, il team di macroeconomisti accademici del Levy Institute Bard College di New York e dell'Università del Missouri Kansas City, sono coloro che hanno strutturato il piano Jefes che ha portato l'Argentina dal default al divenire una delle economie più in crescita del mondo di oggi. Essi sono a Sua disposizione per definire sia la strategia comunicativa che quella economica per salvare l'Italia, e il Suo governo, da un destino tragico e che non meritiamo.
In ultimo una precisazione di ordine morale.
Presidente, io non sono un Suo elettore, e avrei cose dure da dire sul segno che la Sua entrata in politica ha lasciato in Italia. Ma non sono un cieco fanatico vittima della cultura dell’odio irrazionale che ha posseduto gli elettori dell’opposizione in questo Paese, guidati da falsari ideologici disprezzabili, come Eugenio Scalfari, Paolo Flores d’Arcais, Paolo Savona, e i loro scherani mediatici come Michele Santoro, Marco Travaglio e codazzo al seguito. Perciò come prima cosa mi ripugna che Lei sia bollato come il responsabile di colpe che Lei non ha, e che sono tutte a carico del centrosinistra italiano. Incolpare un innocente, per quanto criticabile egli sia, è sempre inaccettabile. Ma soprattutto, Presidente, se l’Italia verrà consegnata dal golpe finanziario in atto contro di noi, e da elettori sconsiderati e ignoranti, nelle mani del Partito Democratico, per noi sarà la fine. Sarà l’entrata trionfale a Roma dei carnefici del Neoliberismo più impietoso, sarà la calata della Shock Therapy su un popolo ignaro, cioè il saccheggio del bene comune più scientificamente organizzato di ogni tempo, quello che nell’Est europeo ha già mietuto più di 40 milioni di vite in due decadi, senza contare le sofferenze sociali inenarrabili che porta con sé.
I volti di Mario Monti, di Massimo D’Alema, di Mario Draghi, di Romano Prodi, dell’infimo Bersani, sono le maschere funebri di questa nazione, veri criminali e falsari di portata storica. Il cerimoniere complice si chiama Giorgio Napolitano.
Mi appello a Lei Presidente perché mi rendo conto che i miei connazionali non hanno la più pallida idea di ciò che il centrosinistra italiano ha già inflitto al nostro Paese, di ciò che gli infliggerebbe se salisse al governo, ma soprattutto di chi li guida dietro le quinte. Le eminenze grigie sono le elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste, gente senza nessuna pietà.
Resista Presidente, affinché Lei possa usare il tempo che Le rimane per smascherare il “colpo di Stato finanziario” che sta travolgendo, fra gli altri, la nostra Italia. I mercati finanziari della “classe predatrice”, così ben descritta nella sua abiezione dall’americano James Galbraith, la odiano a morte, ci odiano a morte. Sia, Presidente, colui che piazza la mina nei cingoli della loro macchina infernale, rivelandone l’inganno chiamato Euro e Trattato di Lisbona. Gli italiani non lo faranno. Non ne sono capaci.

venerdì 1 luglio 2011

Questa non è una crisi, è una truffa! ( articolo di ATTAC - Francia )

Il seguente articolo, è tratto dal sito italiano di ATTAC ed è a firma della sezione francese dell'associazione ATTAC.

"Non è una crisi è una truffa" dicono gli indignati spagnoli. Questo mercoledì il parlamento greco ha adottato un nuovo piano di austerità, simbolo del vero e proprio saccheggio in corso in questo momento in Europa.
Nonostante la profonda ingiustizia delle misure di rigore che mirano a presentare il conto al popolo greco senza mettere in discussione le pessime politiche fiscali dei governi precedenti, gli squilibri del funzionamento della zona euro, o i lauti profitti realizzati dalle banche e da altri speculatori sulle finanze pubbliche greche;
Nonostante la resistenza del popolo greco, che si è sollevato con dignità ed ha occupato per quasi tre settimane la piazza principale di Atene - dove si trova il Parlamento – per contestare, in modo pacifico e democratico, quelle scelte imposte a dispetto del buon senso ;
Nonostante la provata inefficacia di misure di austerità per migliorare la situazione delle finanze pubbliche, i deputati greci hanno deciso di sottomettersi al ricatto dell’Unione europea, del FMI e della Banca centrale europea.
In cambio di questo piano di austerità, che prevede in primo luogo la richiesta di riduzione dei salari e una riforma fiscale che va a penalizzare le classi medie e popolari, la "troika" accorderà un aiuto da un centinaio di miliardi di euro alla Grecia - senza i quali il governo si ritroverebbe nell’impossibilità di garantire il proprio funzionamento (compresi i servizi pubblici, gli ospedali, ecc)
Questo cosiddetto "salvataggio", aiuterà più le banche francesi e tedesche che la Grecia: "Il CAC 40 sta intensificando i propri guadagni, confidando nella Grecia", recita il sito di Point.fr. Esso rappresenta in realtà una grande socializzazione delle perdite: uno studio di Echos mostra che grazie a questo piano, "la quota di debito ellenico in mano a creditori stranieri aumenterà dal 26% al 64% nel 2014. Ciò significa che l’esposizione di ogni famiglia della zona euro passerà dai € 535 di oggi a 1.450 euro. "Eppure tutti gli economisti concordano sul fatto che la Grecia non può rimborsare tutti i suoi debiti.
Nell’opporsi così ferocemente a qualsiasi ristrutturazione, Sarkozy e Trichet fanno il gioco delle banche francesi; ma se la Grecia dovesse dichiarare bancarotta, la finanza pubblica degli altri paesi europei sarà in prima linea ... e i popoli d’Europa pagheranno tramite l’approvazione di nuove misure di austerità.
"Privatizzare i profitti, socializzare le perdite", questa logica sembra più attuale che mai: con la nuova governance economica, promossa dai governi europei e della Commissione e approvata dal Parlamento, le finanze pubbliche saranno controllate, e come per la Grecia, l’austerità permanente per i popoli garantirà i profitti delle banche.
E’ essenziale che i popoli d’Europa si mobilitino per sconfiggere questa strategia choc a livello europeo. Come il popolo greco, occorre non solo indignarsi ma essere determinati a porre fine ai diktat delle banche e dei mercati finanziari, cominciando con l’imporre un controllo democratico del debito pubblico. In Francia in particolare, le proteste devono intensificarsi: la posta in gioco in Grecia di oggi è la capacità di noi popoli europei di uscire dalla trappola in cui la finanza ci ha rinchiusi.
Giovedi 30 giugno a seguito della mobilitazione senza precedenti del popolo greco, e mentre i movimenti sociali e i sindacati britannici hanno organizzato uno sciopero generale contro i tagli massicci ai finanziamenti pubblici Attac ha convocato un presidio alle ore 18 presso l’Ambasciata Greca per sostenere le mobilitazioni in Europa, Grecia, Regno Unito, Spagna, ed affermare che le loro lotte sono più che mai anche le nostre.

Attac Francia,

Parigi, 29 giugno 2011

giovedì 14 aprile 2011

Londra scommette su una bancarotta italiana ( articolo di Filippo Ghira - Rinascita )





Il seguente articolo, è a firma di Filippo Ghira del quotidiano "Rinascita".


Quando si dice i corsi e i ricorsi storici. La City londinese entra ancora una volta a gamba tesa nelle nostre vicende politiche, economiche finanziarie. La strada scelta dal Financial Times, organo della speculazione britannica, è quello solito di un articolo di analisi della nostra situazione interna che, vista pura la non particolare stabilità del governo Berlusconi, deve essere letto nella maniera giusta come un siluro in piena regola a un Paese già colpito nei suoi interessi petroliferi in Libia.
Non è un caso infatti che l’attacco a Gheddafi, con la scusa di proteggere i ribelli già armati da britannici e francesi, abbia visto in Londra e Parigi i suoi più decisi fautori, ben felici di fare uno spezzatino di Tripolitania e Cirenaica e impossessarsi del petrolio e del gas dei suoi giacimenti e battere fuori gli italiani.
Nel caso di Berlusconi poi, si tratta di una avversione antica che il FT è stato ben lieto di cavalcare di nuovo considerato che il Cavaliere, sceso in campo politico nel 1994, scompigliò i piani di Wall Street e della City che volevano spazzare via la DC e il PSI, e il sistema italiano di economia mista, e portare al governo il PCI-PDS ormai divenuto socialdemocratico e legittimato a governare in cambio dell’avvio del processo di privatizzazioni delle imprese pubbliche, come ENI, Enel e Telecom. Un processo che ritardò di poco e che venne ripreso alla grande dai governi di Prodi, D’Alema ed Amato (1996-2001). Non è infatti un caso che D’Alema, il giorno dopo essere divenuto presidente del Consiglio (autunno 1998), si sia recato appunto alla City di Londra per rassicurare gli gnomi locali sulla fede “liberista” del suo governo, il primo guidato da un post comunista.
Una precisazione necessaria visti i precedenti. Il 2 giugno 1992, mentre l’Italia festeggiava la festa nazionale, la City ci preparava la festa. La crociera del Britannia, da Civitavecchia all’Isola del Giglio, vide infatti radunati sul panfilo reale un bel numero di manager italiani delle imprese pubbliche che vennero intrattenuti sulla necessità di avviare il processo di privatizzazione e quindi svendere le suddette imprese ai privati italiani e stranieri. Una corsa ad imbarcarsi su un panfilo affittato da “British Invisible”, società di promozione del made in Britain, che è spiegabile solo con la presa d’atto che era partita la stagione di Mani Pulite e che si era creato un vuoto di potere che dava l’idea di essere in procinto di allargarsi sempre di più. E quindi i boiardi di Stato furono spinti ad andare a vedere che aria tirava e cercare di capire quali sarebbero stati i nuovi referenti politici. Poi, tanto per fare capire che non si trattava di uno scherzo, nell’autunno del 1992 da Londra (ma anche da Wall Street) partì una massiccia speculazione contro la lira che spinse la Banca d’Italia governata da Carlo Azeglio Ciampi, ad utilizzare quasi tutte le proprie riserve valutarie per contrastarla, anche se era evidente che si trattava di una battaglia persa. Tanto è vero che lo stesso Ciampi fu obbligato a svalutare comunque la lira del 30% e rendere di conseguenza le aziende italiane più convenienti per tale percentuale.
Oggi il copione si sta ripetendo sia pure su un altro scenario e con diversi attori.  E non è un caso che la speculazione contro i titoli di Stato che ha già colpito Paesi come Grecia, Irlanda, Spagna e Portogallo, potrebbe interessarsi adesso dell’Italia. L’obiettivo non siamo ovviamente noi come Italia ma noi come membri del sistema dell’euro. La moneta unica, al di là di ogni giudizio che uno possa avere su di essa, sulla Banca centrale europea e sulla cessione di sovranità da parte degli Stati e delle Banche centrali nazionali, continua ad essere vista con profonda avversione sia da Londra (sterlina) che da Washington (dollaro) che temono di vedere progressivamente accantonato il ruolo storico della loro moneta. Colpire pesantemente un Paese come l’Italia, la terza o la quarta potenza economica europea, significherebbe creare una profonda crepa nell’architettura della moneta comune.
L’Italia in effetti ha un debito pubblico enorme, quasi il 120% sul Prodotto interno lordo (a fine dicembre era il 119%) e il 4,5% del disavanzo che, secondo il Patto di Stabilità europeo dovrebbe essere al 3%. Ma questi dati sono compensati da una più alta propensione al risparmio,  una più alta ricchezza delle famiglie, che ad esempio all’80% sono proprietarie della casa nella quale vivono. Una realtà che, a fronte della crisi, sta però cambiando tanto che lo stesso Istat ci ha annunziato che da tempo le famiglie italiane stanno attingendo ai risparmi di una vita.
Per il Financial Times, quindi, l’Italia è la “gran giocatrice d'azzardo” dell'Unione europea. E’ il Paese la cui economia e il cui debito sono abbastanza grandi da poter influenzare il destino della Ue. Se il Portogallo è stato relativamente facile da salvare e la Spagna potrebbe cominciare a creare qualche problemino, l'Italia è decisamente troppo grande per essere soccorsa. Quindi lasciamola fallire, sembra suggerire il FT, simbolo di un Paese che non fa parte del sistema dell’euro ma che anticipa generalmente le scelte degli speculatori e dei governi che ne sono l’espressione politica. E mentre il Portogallo si adopera per ricevere l'aiuto necessario, osserva il FT, il Belpaese è preso da altre faccende con un Berlusconi che affronta il suo ennesimo processo con la sua solita voglia di scherzare. Gli italiani, insiste il quotidiano, si dividono tra quelli che sono divertiti dalle sue follie e quelli che sono sgomenti. C’è poi n'altra parte di italiani che appare preoccupata che le vicende del Cavaliere non facciano comprendere i cambiamenti economici in atto e distraggano dalla necessità di affrontare compiutamente la crisi economica. E quindi, udite, udite,
“negli ambienti finanziari c'è chi si preoccupa che l'Italia venga colpita dalla crisi del debito”. Una crisi che potrebbe essere aiutata dall’esterno con una speculazione che, come nel caso dei Paesi Pigs, (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna), Pigs vuol dire porci, verrà condotta cercando di fare cadere il valore di mercato dei titoli di Stato e spingendo quindi al rialzo i rendimenti, tanto da obbligare il Tesoro a dichiarare bancarotta per l’impossibilità di pagare gli interessi. Resta solo da aspettare e vedere quando partirà la speculazione contro l’Italia.

sabato 19 marzo 2011

L'Italia che verrà....

Con poche righe, voglio esprimere le mie idee, anzi, le mie preoccupazioni su ciò che sta avvenendo in Italia, ma soprattutto su ciò che sembra delinearsi per l'immediato futuro della mia Nazione.

Perchè, più passa il tempo e più ho delle sensazioni negative ( che mai avrei voluto avere ) sulla sorte dell'Italia. Soprattutto dell'Italia che verrà....

....quando, così come annunciato ultimamente da Aldo Giannuli con il suo libro "2012 La grande crisi", diventerà sempre più marcata la crisi economica nel nostro Paese;

....quando, in un mondo globalizzato e interconnesso, ci saranno, così come letto da svariate parti, i fallimenti di vari stati degli U.S.A. con "contaminazioni" ( credo ) nei vari angoli della Terra. Italia compresa;

....quando, il 6 aprile prossimo, se l'attuale Presidente del Consiglio dovesse essere condannato per prostituzione minorile ( ma anche per altri processi in corso ), cosa succederà al Bel Pease? Quali "gruppi di potere" potrebbero approfittare della situazioni di caos politico? E se si faranno eleggere democraticamente, che futuro daranno all'Italia? A prescindere dai "gruppi di potere", siamo certi che non si abbatteranno speculatori e approfittatori del CAOS politico italiano? I loro progetti, non ptrebbero essere quelli di generare ulteriore CAOS sociale per i loro scopi?

....quando, nell'attuale presente, con i raid sulla Libia ormai imminenti, in che cosa andremo in contro in una situazione di "guerra"? Il non democratico Gheddafi, potrebbe ritorcersi contro noi italiani, visto la nostra vicinanza geografica?

....quando, a causa dell'instabilità del Nord Africa, continueranno gli sbarchi - che solo NOI stiamo subendo con lo scandaloso voltafaccia dell'intera Europa ( da qui si evince il grande bluff dell'Unione Europea ) - cosa faremo con questa gran massa di esseri umani? Una volta rifocillati, assistiti e sistemati in centri di accoglienza degni di questo nome, li rimpatrieremo? Spero di sì, non si può accogliere mezzo mondo così come dicono tanti italiani che, non per niene, definisco NON-italiani. Rimarranno in Italia? E se è sì, che faranno? Vivranno sulle nostre spalle? Gli daremo sussidi? Se è sì, agli italiani che vivono in indigenza, che faremo, gli toglieremo quel poco che hanno? Oppure, stranieri e italiani si daranno alla delinquenza pur di sopravvivere? Questo è il futuro per una Nazione? Il degrado e la sporcizia è quello che ci aspetta?

....quando, a crisi economica riaccesa ( come se si fosse spenta, vero? ), le famose agenzie di Rating declasseranno l'Italia e la faranno sprofondare economicamente? E tutti noi, saremmo costretti ad accettare i generosi prestiti della B.C.E. e F.M.I. con interessi da usura? E con interessi e prestiti da restituire, e il debito pubblico fuori controllo, dove andremo a finire? Privatizzaremo tutto ciò che può essere monetizzato? Dai comuni alle riserve faunistiche? Dai monumeti alle montagne? Dalle spiagge alle ferrovie? Dalla tv di Stato alla telefonia ( già privata )? Chi ha altre idee??

Così come scritto all'inizio, ho brutte sensazioni; è come se si stesse avvicinando un ciclone che spazzerà via tutto.
E' come se ci stessimo avvicinando alla fine di un'Era e la nascita di un'altra Era. Spero migliore, ma le mie sensazioni sono negative. Il caos impera e molti avvenimenti, anche se ( apparentemente ) slegati fra loro, stanno contribuendo a generare scompiglio e mancanza di spiragli positivi. E' come se ci fosse una regia che da dietro le quinte coordina il tutto.

Per scherzaci su....CHI VIVRA', VEDRA'. Quello che è certo, è che auguro alla mia Nazione il meglio possibile e una presa di coscienza da parte di tutti noi italiani.

AGGIORNAMENTO DEL GIORNO DOPO: DOMENICA 20 MARZO 2011

Eccomi qui per un aggiornamento dell'articolo, ma solo per scrivere quello che tutti noi sappiamo benissimo, ovvero l'inizio, da ieri pomeriggio, dell'aggressione in Libia da parte dei cosiddetti "volenterosi" . Questi ultimi costituiti da: U.S.A., Gran Bretagna, Francia, Canada e ( la serva  ) Italia.

Le danze al tanto atteso bombardamento sono state iniziate dalla Francia, per poi essere seguita, nel corso della sera, dai missili "Made in U.S.A." lanciati da una portaerei statunitense.

Dicono di aver seriamente danneggiato la contraerea libica; mi stupirei del contrario, visto l'esercito di cammelli come unica arma di Gheddafi. Spero che questo non abbia qualche sorpresina da tirare fuori dal cilindro in caso di necessità.

Comunque, vedremo l'evolversi dei bombardamenti ( attualmente, ore 10:20, da quanto si legge dal sito web dell'ANSA, sembrano cessati ), sperando in bene.

Quello che è certo, è che...

...un individuo che fino all'anno scorso, anche con troppe e pacchiane esagerazioni, veniva accolto con tutti gli onori qui in Italia, ora è diventato un dittatore da bombardare. Boh, non l'ho capito come ragionamento!

...l'Italia si dimostra cronicamente serva degli angloamericani, senza un minimo di coraggio e identità nazionale. Ma questa non c'è mai stata; altro che festeggiamenti ( pieni di traboccante retorica ) dei 150 anni dall'Unità!

...l'Italia, nel suo servilismo, avrà fatto due conti? Avrà chiesto cosa c'è da guadagnare nel servire i padroni? Sapete, non vorrei che li si segua per poi...non ottenere nulla. Anzi, potrebbe esserci la beffa che tutti gli accordi che le aziende italiane hanno stipulato in Libia ( ENI in testa ) vadano a farsi benedire e noi rimaniamo con una mano davanti e una di dietro!

...l'Italia, nel suo servilismo, oltre a farsi due conti per un probabile tornaconto economico, avrà fatto anche qualche calcolo sul rischio di una mega invasione di immigrati? Sapete, gli altri "volenterosi" , se ne infischiano di questi. E tutto questo è da inizio anno che lo stiamo vivendo. A parte U.S.A e Canada che stanno dall'altra parte del mondo, Francia e Gran Bretagna, pur appartenendo all'Unione Europea, non mi sembrano ( anzi, NON lo sono ) tanto per la quale. Occhio, Italia, ti stai fregando, su TUTTI i fronti, con le tue stesse mani!

...mi sono stufato di vedere aggressioni, quindi atti di terrorismo legalizzato, con la scusa o di esportare la democrazia oppure, come in questo caso, di difendere i civili. Questa è una cagata pazzesca; a lor signori, dei civili, non frega nulla. Quello che assistiamo è l'ennesima occupazione per mettere un governo fantoccio a difesa dei pozzi petroliferi. Ma al contrario dell'Iraq, si è giocato in maniera più "fine", ovvero aizzando, da dietro le quinte, la folla. Purtroppo, i cosiddetti "pacifisti", ormai ridotti ad una poltiglia smidollata e drogata di propaganda becera, seguono un po' troppo i discorsi retorici di Saviano - ormai divenuto un divo che dispensa perle di saggezza su tutto - del pifferaio magico di Grillo, del "rivoluzionario" Santoro, dell'intellettuale Travaglio e via con tanti altri. Dimenticandosi, in questa circostanza, le finte fosse comuni in Libia e i 10.000 morti che Gheddafi avrebbe fatto bombardare il 17 o il 18 febbraio scorso.
Ma a parte questo, da quando in qua si bombarda una nazione perchè la gente scende in piazza contro il proprio governo? Pur se Gheddafi, come si sa, tanto democratico non è.
Noi italiani, nella nostra Costituzione, nell'articolo 11, non c'è scritto che...si ripudia la guerra....
Napolitano, dove si trova? Lei parla tanto del rispetto della Costituzione, ora, invece, che dice? Abbiamo festeggiato i 150 anni dell'Italia e questo è il risultato? Si ricordi che si va a bombardare una nazione giusto perchè la gente è scontenta di chi la governa!

Da notare, quindi, come una gran massa che, fino a qualche anno fa, pur con qualche distinguo, pensava e ragionava, sia stata NEUTRALIZZATA DAL SISTEMA a suon di appiattimento cerebrale. E' stata ben bene lavorata e azzerata. Diciamo che l'aumento di instabilità sociale  ( nettamente peggiorato dal 2003 ) ha giocato un grande ruolo nell'apatia della gente. Tanto è vero che se ci si lamenta, è solo ed esclusivamente contro Berlusconi. Il resto, sapientemente oscurato dai mass-media "rivoluzionari" ( La Repubblica in testa ), viene ignorato. Ma questo era lo scopo e ci stanno riuscendo. Fanno sfogare le frustrazioni e l'ira della gente contro un bersaglio, tanto per accontentarla. Ma poi, nulla cambia e cambierà. Mi viene in mente il libro 1984  quando, appunto per far "sfogare" la gene, essa, ogni giorno, venira radunata in una stanza o in una piazza ( ora non ricordo ) per i "2 minuti d'odio". Ovvero, inveire contro il tiranno Goldstein. In questo caso, il tiranno è Berlusconi. Ma lo scopo è anche quello di preparare il terreno ad una nuova fazione politica ( laggasi: centro di potere ) che arpionerà l'Italia.

RIAPPROPRIARSI DI SE STESSI!!  NON DELEGARE LA PROPRIA ESISTENZA E LE PROPRIE SENSAZIONI A COMMEDIANTI DELLA TELEVISIONE O DI QUALCUNO  CHE CI RACCONTA STORIE DI MALAVITA NAPOLETANA! DISTINGUERE CHI CI VUOLE ASSOPIRE LA COSCIENZA!


Qui sotto, alcuni articoli, di poche ore fa, sulla questione dei bombardamenti.

Articoli di "Mercato Libero":



Articolo di "Carmilla on-line": Libia: la vergogna senza fine di noi Occidente in guerra