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sabato 27 marzo 2010

Arriva la Bolkestein ( articolo di Marco Cedolin ).


Il seguente articolo è tratto dal blog di MarcoCedolin.

La direttiva Bolkeistein fece parlare molto di sé durante le fasi della propria gestazione, per poi restare relegata in una sorta di limbo dopo l’approvazione avvenuta nel novembre 2006, in attesa che i vari stati europei procedessero alla sua ratifica che doveva avvenire entro la fine del 2009.

Ora che il governo ha firmato il decreto con cui l’Italia recepisce la direttiva Bolkestein, in un’omertà mediatica pressoché totale, essendo i media mainstream impegnati a seguire le dispute elettorali ed i miracoli con i quali si cimenta il premio Nobel Obama, qualcuno sembra iniziare a prendere coscienza del fatto che esiste un grande problema.

I primi sono i venditori ambulanti che dopo avere realizzato le conseguenze potenzialmente catastrofiche implicite nella nuova direttiva, hanno effettuato nella giornata di ieri a Torino una serrata dei mercati, cui è seguita una manifestazione forte di migliaia di persone che attraversando il centro è giunta in Piazza Castello davanti alla Prefettura.

Con l’introduzione della Bolkestein infatti le licenze dei banchi al mercato (6500 nella sola città di Torino) non saranno più esclusivo appannaggio delle imprese famigliari, come accade oggi, ma diventeranno disponibili anche per gli interessi delle s.p.a. e delle S.r.l. aprendo di fatto il mondo dei mercati rionali ai colossi della grande distribuzione. Con il rischio concreto della costruzione di veri e propri monopoli o cartelli, così come accaduto con l’eutanasia dei piccoli negozi a conduzione famigliare, mettendo a repentaglio decine di migliaia di posti di lavoro in tutta Italia.

Nonostante il recepimento della direttiva sia passato sotto silenzio e anche la serrata di ieri a Torino sia stata documentata solamente nelle cronache locali, a dispetto della grande partecipazione, possiamo affermare con certezza che della direttiva Bolkestein si tornerà a parlare molto presto, dal momento che le sue ricadute saranno in grado di produrre sconquassi di notevoli dimensioni in moltissimi settori che vanno dal commercio ai servizi.
Sconquassi di cui la politica, colpevolmente appiattita sugli interessi dell'Europa dei banchieri, sarà a breve chiamata a rispondere di fronte a lavoratori e cittadini.



mercoledì 1 ottobre 2008

Direttiva Bolkestein

Oggi voglio parlare, pur brevemente, di una Direttiva dell’Unione Europea che riguarda il mondo del lavoro – e non solo - , ovvero la famosa “Direttiva Bolkestein”. Questa prende il nome dal Commissario Europeo per la Concorrenza e il Mercato Interno della Commissione Prodi, Frits Bolkestein.
Questa direttiva, naturalmente mal vista da tutti quelli che, come me, sono lavoratori dipendenti, venne approvata prima dalla Commissione Europea il 13 gennaio 2004, e poi, a novembre 2006, dal Parlamento Europeo.
Come recita il comunicato :”La presente proposta di direttiva si inserisce nel processo di riforme economiche avviato dal Consiglio Europeo di Lisbona alla scopo di fare dell’U.E., entro il 2010, l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e più dinamica del mondo. Per conseguire quest’obiettivo è infatti indispensabile realizzare un vero mercato interno di servizi.” Settore dei servizi che, secondo la U.E., “non ha ancora potuto concretizzarsi a causa di numerosi ostacoli che si oppongono allo sviluppo delle attività di servizi nel mercato interno.” Per poi continuare sfacciatamente dicendo di “eliminare questi ostacoli.
L’obiettivo, quindi, “è quello di stabilire un quadro giuridico che elimini gli ostacoli alla libertà di stabilimento dei prestatori di servizi ed alla libera circolazione dei servizi tra Stati membri e che garantisca….la certezza giuridica necessaria all’effettivo esercizio di queste libertà del trattato.”
Seguono, leggendo il testo, le proposte per eliminare gli ostacoli e le caratteristiche della Direttiva.
Nel file che metto in allegato, da pagina 31 vi è l’adozione alla Direttiva. A pagina 49 e 50 un elenco di definizioni.
Insomma, libertà e nessun vincolo per qualsiasi cosa. Il futuro è nostro, ragazzi! Possiamo andare a lavorare con più serenità.

Dato che a scrivere posso non essere all’altezza e poi a fare il riassunto di certe cose richiede troppo tempo, ma anche avere un cervello allenato alle contorsioni mentali, vado direttamente all’osso della questione. Vi metto dei link sulla Direttiva Bolkestein in cui potrete leggere le caratteristiche di questa legge e i dubbi che alcune associazioni, come ATTAC, pongono.
  1. Commissione delle Comunità Europee ( file in pdf )
  2. L'Europa ridotta a Zona Economica speciale. La Direttiva U.E. sui servizi ( file in pdf )
  3. Articolo "Bolkestein o Frankestein?" ( dal sito web dell'Associazione ATTAC Italia )
  4. Articolo "Contro la Direttiva Bolkestein. Contro la Direttiva sull'orario di lavoro "( dal sito web "Il pane e le rose" )
  5. Articolo "La Direttiva Bolkestein" ( dal sito web "Fisica/Mente" )
  6. Articolo "La nuova Europa veste Bolkestein" ( dal sito "Disinformazione.it" che riprende un articolo di Rinascita )
Sul web, ovviamente, avrete a disposizione tante altre informazioni in merito. Io ve ne ho messe un po’ giusto per parlare di questa Direttiva che non mi fa dormire sogni tranquilli. A proposito, voi dormite tranquilli?