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venerdì 23 gennaio 2009

Saggio fotografico: l'olocausto ebraico e Gaza ( articolo tratto da Uruknet )

Saggio fotografico: l'olocausto ebraico e Gaza

AXIS OF LOGIC

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20 gennaio 2009

I nipoti dei sopravvissuti all'olocausto ebraico della II Guerra Mondiale stanno facendo ai Palestinesi esattamente quello che è stato fatto loro dalla Germania nazista.

(Ricevuto per email da Axis of Logic. Fonte originale ignota)

COSTRUZIONE DI MURI E RECINTI PER IMPRIGIONARE LA GENTE



CHECK POINTS PER NON PERMETTERE ALLA GENTE LA PIU' ELEMENTARE LIBERTA' DI MOVIMENTO

ARRESTI E VESSAZIONI



DISTRUZIONE DI CASE E MEZZI DI SUSSISTENZA


DONI (CON AMORE) DAI BAMBINI DEI
PAESI CIVILI AMANTI DELLA PACE



La classica macchina propagandistica - potete trovare la fotografia in bianco e nero in tutti i libri di storia, enciclopedie, biblioteche e musei degli Stati Uniti e di altri paesi occidentali. Questa foto mostra un bambino ebreo con le mani alzate mentre soldati nazisti puntano le armi su di lui e sui suoi familiari per espellerli dalle loro abitazioni. (Lo socopo è quello di farvi simpatizzare con le vittime e sostenere la loro causa per la giustizia e per la patria).

GLI ISRAELIANI ADOTTANO LE MEDESIME TATTICHE


:: Article nr. s9123 sent on 20-jan-2008 15:29 ECT
www.uruknet.info?p=s9123



martedì 20 gennaio 2009

Quella verità su Al Qaeda in Bosnia che l'Occidente non vuole sentire ( articolo di Simone Santini - clarissa.it )

Ali Hamad



16 Gennaio 2009

Ha dell'incredibile la vicenda di Ali Hamad, il comandante dell'armata Mujaheddin, la componente islamica dell'esercito bosniaco che combatté durante la guerra civile nella ex Jugoslavia negli anni '90, e che, pur essendosi auto-accusato di terrorismo e stragi, è stato dichiarato innocente dalle autorità di Sarajevo.

Ali Hamad racconta (1) di essere entrato nella organizzazione Al Qaeda all'età di diciotto anni, e di essere arrivato in Bosnia, via Croazia, nei primi anni '90, entrando in un campo di addestramento da cui sono transitati tutti i maggiori capi dell'organizzazione di Bin Laden. Col grado di colonnello e comandante della milizia mujaheddin, ha combattuto contro serbi e croati, rivelando alle autorità luoghi di fosse comuni, eccidi contro la popolazione civile serba, testimoniando contro i crimini del comandante dell'Esercito bosniaco Rasim Delic, processato all'Aja per strage e crimini di guerra.
Il Tribunale della Bosnia Erzegovina, nonostante tutto, la ha dichiarato innocente, e Hamad dice: "Sono un terrorista, ho fatto tante stragi, ma loro mi vogliono convincere che io non sono tutto quello che dico, che sono innocente".

A Sarajevo si vogliono liberare di questo personaggio che si ostina a voler rivelare verità che nessuno vuol ascoltare. Dopo essere stato sotto controllo per anni da parte del centro per l'immigrazione bosniaco, ora si stanno approntando le carte per il suo rimpatrio in Bahrein. Ma Hamad non ne vuol sapere, e chiede rifugio in Serbia, "sempre che le autorità di quel paese siano interessate ad indagare sui crimini dei mujaheddin" dichiara.

Se la vicenda di Hamad è paradossale, chissà se generata da rimorsi di coscienza o dal disperato tentativo di un uomo, diventato ormai inutile e scomodo, di ritagliarsi ancora un ruolo che possa magari salvargli la vita, le sue verità hanno già trovato nel tempo innumerevoli riscontri. Sono ormai centinaia i documenti, gli articoli, le analisi che ricostruiscono la presenza e le attività di Al Qaeda nei Balcani in quegli anni, in Bosnia prima ed in Kosovo poi.

Fra tutti, vogliamo ricordare due studi, fondamentali per la loro autorevolezza ed accuratezza.

Peter Bergen (2), autore del volume "Osama Bin Laden I Know", è considerato uno dei massimi esperti occidentali di Al Qaeda e Osama Bin Laden. Nel libro rivela come nel 2002 la polizia bosniaca abbia scoperto degli importantissimi documenti nelle città di Sarajevo e Zenica, verbali che addirittura documentano la nascita dell'organizzazione terroristica, le sue strutture portanti, e la cosiddetta "catena d'oro", ovvero i nominativi dei massimi finanziatori. Il materiale, tenuto nascosto all'opinione pubblica fino alle rivelazioni di Bergen, era stato rinvenuto presso gli uffici di una organizzazione umanitaria islamica, denominata BIF (Bosanska Ideala Futura) il cui direttore era Munib Zahiragic, ex imam e soprattutto ex agente dell'AID, i servizi segreti della componente bosniaca musulmana. Questa organizzazione, BIF, altro non era che una derivazione locale di una sorta di multinazionale che assisteva e finanziava attività terroristiche e di intelligence, e le cui principali sedi si trovavano negli Stati Uniti, a Chicago, ed in Arabia Saudita. Anche grazie al ritrovamento dei documenti in Bosnia, il responsabile dell'organizzazione a Chicago, Enaam Ernaout, è stato arrestato dall'FBI per i suoi legami con Al Qaeda ed il finanziamento di alcune strutture paramilitari islamiche, come, appunto, i "Cigni Neri" della Bosnia Herzegovina.

Jürgen Elsässer è un giornalista investigativo tedesco autore del volume "Come la Jihad è arrivata in Europa". Nel suo studio esamina come l'Occidente abbia sponsorizzato il terrorismo islamico nei Balcani e come questo meccanismo sia arrivato poi fino agli attentati dell'11 settembre e oltre.

Dice Elsässer nel corso di una intervista: "Altri libri avevano già sottolineato la presenza nei Balcani di Osama Bin Laden, ma gli autori avevano presentato i combattenti musulmani come nemici dell'occidente. Le informazioni che ho raccolto da molteplici fonti dimostrano che questi jihadisti sono marionette nelle mani dell'Occidente, e non, come si pretende, nemici. [...] Gli attacchi dell'11 settembre sono una conseguenza della politica occidentale negli anni '90, quando la NATO mise in piazza nei Balcani i jihadisti e collaborò con loro. I militanti musulmani che sono stati indicati come responsabili degli attacchi dell'11 settembre facevano parte di questa rete. [...] Ho studiato la figura di Al Zawahiri, il braccio destro di Bin Laden, che era il capo delle operazioni nei Balcani. Agl'inizi degli anni '90 aveva percorso in lungo e in largo gli Stati Uniti in compagnia di un agente dell'US Special Command per raccogliere fondi destinati alla Jihad; l'uomo sapeva perfettamente che la raccolta di fondi era un'attività sostenuta dagli Stati Uniti. [...] La rete terroristica creata dai servizi segreti americano e britannico durante la guerra civile in Bosnia, e più tardi in Kosovo, ha rappresentato un serbatoio di militanti, che troviamo poi implicati negli attacchi di New York, Madrid e Londra. [...] Dopo la fine della guerra in Afghanistan, Osama Bin Laden ha reclutato questi jihadisti militanti. Era il suo lavoro: è stato lui che li ha addestrati, con il parziale sostegno della CIA, e li ha mandati in Bosnia. Gli americani hanno tollerato il legame tra il presidente Izetbegovic e Bin Laden. Due anni più tardi, nel 1994, gli americani hanno cominciato a inviare armi, in un'operazione clandestina comune con l'Iran. Dopo il trattato di Dayton, nel novembre 1995, CIA e Pentagono hanno reclutato i migliori jihadisti che avevano combattuto in Bosnia. [...] Ho analizzato le testimonianze di alcuni jihadisti interrogati dai giudici tedeschi. Hanno dichiarato che dopo il trattato di Dayton, in virtù del quale tutti gli ex combattenti stranieri dovevano lasciare il paese, si erano ritrovati senza soldi e senza un posto dove andare. Quelli che potevano rimanere in Bosnia, perché avevano ricevuto un passaporto bosniaco, erano senza soldi e senza lavoro. Il giorno in cui i reclutatori hanno bussato alle loro porte offrendo uno stipendio di 3.000 dollari al mese per servire l'armata bosniaca, non si sono resi conto di essere in realtà stati reclutati e pagati da emissari della CIA per servire gli Stati Uniti" (3).

Riscrivere la storia dei Balcani negli anni '90 significherebbe fare luce su implicazioni e responsabilità davvero profonde, che l'occidente vuole tenere nascoste alla grande massa dei cittadini. Per questo personaggi come Ali Hamad devono rimanere nell'oscurità ed essere ritenuti innocenti anche quando confessano i propri crimini.

(1) Rinascita Balcanica, 14 gennaio 2009
(2) Osservatorio Balcani, 25 gennaio 2006
(3) Voltaire Net, 15 giugno 2006





:: Article nr. s9107 sent on 20-jan-2008 10:25 ECT
www.uruknet.info?p=s9107

Link: www.clarissa.it/esteri_int.php?id=1086#uno



lunedì 12 gennaio 2009

Intervista a Vittorio Arrigoni: stanno giocando a war-games contro Gaza.


Infopal, domenica 11 gennaio. Abbiamo telefonato a Vittorio Arrigoni verso le 21,30, ora palestinese. Mentre parlavamo, gli apache israeliani bombardavano senza sosta Gaza City. Si sentiva il suono assordante provocato dai droni, gli aerei telecomandati.

"Sono settimane che va avanti così - spiega Vittorio -. Sono quasi sordo. Non si riesce a dormire. Di notte bombardano e nessuno è sicuro né in casa né da qualsiasi altra parte. Gli sfollati di Jabaliya sono arrivati a Gaza, ma anche qui bombardano. La gente non può fuggire da nessuna parte. E' chiusa in gabbia. Braccata".

Raccontaci cos'è successo questa notte...

"Ci trovavamo all'interno dell'ospedale al-Quds, di Gaza City ormai invasa dai soldati. Alle 3 e mezza sono arrivati i carrarmati e i militari e hanno circondato l'ospedale, sparando con intensità. Nessuno di noi poteva uscire con le ambulanze, ma neanche a piedi. In strada c'erano feriti da soccorrere, ma fino alle 7 non abbiamo potuto fare niente. Se fossimo usciti fuori ci avrebbero sparato addosso.

Al mattino, noi volontari ci siamo diretti verso un edificio dove ha sede una tv iraniana, e siamo riusciti a trovare ospitalità. Io non posso più tornare a casa, al porto, perché è sotto incessante bombardamento della marina israeliana".

Oggi, una delegazione di Europarlamentari guidati da Luisa Morgantini ha fatto visita alla Striscia.

"Sì, sono entrati da Rafah ma sono scappati appena hanno sentito i bombardamenti. Ma cosa pensavano di vedere, Disneyland? La gente, i medici li stavano aspettando. Sono rimasti delusi dal loro precipitoso rientro in Egitto".

Israele ha annunciato di voler spezzare la Striscia di Gaza in tre parti. Ci è riuscito?

"Di fatto, a Beit Hanoun e Khan Younes non ci possiamo più arrivare: sono bloccate dai carrarmati".

Le notizie di questi giorni sugli attacchi a ambulanze e a operatori dell'UNRWA lasciano perplessi...

"Eh sì, le ambulanze sono un target. Vediamo dalla finestra feriti, stesi in strada, ma non possiamo soccorrerli... I servizi israeliani sostengono che nelle ambulanze si nascondano uomini di Hamas travestiti da medici... Si vede che hanno visto me mentre indossavo una giacchetta sospetta. Che ridicoli! Il cielo di Gaza è monitorato centimetro per centimetro, gli israeliani vedono tutto. L'altro giorno, abbiamo spintonato giù dalle scale dell’ospedale un combattente ferito. Abbiamo dovuto farlo: se lo avessimo lasciato entrare, l'ospedale, con tutto il suo carico di medici, volontari e malati, sarebbe stato bombardato".

Nei nostri giornali e nei tg si parla tanto di attacchi di Hamas, di lancio di razzi, di combattimenti tra le milizie palestinesi e l'esercito israeliano - quasi fosse una vera guerra... Com'è la realtà?

"Ma cosa vuoi che faccia la resistenza? La sproporzione delle forze è enorme, impareggiabile. Qui hanno razzetti che sparano contro super-corazzati. Per distruggerne uno ci andrebbero diversi katiusha...Non è come in Libano, nel 2006: gli hezbollah potevano muoversi dove volevano. Qui sono tutti braccati. Sono dei 'cuor di leone' che cercano di fronteggiare, come possono, un carrarmato. Da una parte ci sono i petardi-missili artigianali, dall'altra le armi di distruzione di massa. Ieri, vedevamo elicotteri che spargevano fosforo bianco. Hanno anche fatto uso di uranio impoverito: i bambini che nasceranno saranno deformi...Un medico norvegese (Mads Gilbert, ndr), ha parlato di uso di DIME (Dense inert metal explosive, ndr), vietati dalle convenzioni internazionali (*)".

Non ti viene il desiderio di ritornare a casa, di metterti in salvo?

"No. Abbiamo fatto questa scelta e siamo consapevoli del rischio. Sappiamo che siamo un target, tra di noi volontari ne parliamo tutti i giorni e sappiamo che forse non ci saremo tutti, alla fine. Vogliamo portare avanti questo impegno preso con i medici, anche se ora bersagliano pure le ambulanze e noi non siamo più un deterrente..., ma loro ci chiedono di restare, vogliono che filmiamo, che raccontiamo all'Occidente cosa accade qui, nell'inferno di Gaza".

Com'è la situazione negli ospedali?

"Disastrosa. Sono affollatissimi, pieni di donne e bambini. Allo al-Quds ci sono 40 bambini con relative madri. Le condizioni igienico-sanitarie sono pessime, e manca il cibo. La gente non ha da mangiare! I bambini sono il bersaglio privilegiato della carneficina israeliana. E se pensiamo che il 50% della popolazione della Striscia è minorenne, dobbiamo riflettere sugli enormi danni psico-fisici che si porteranno dietro: ci sarà bisogno di supporto psicologico per i prossimi anni per migliaia e migliaia di bambini…".

Israele, in questi giorni, ha annunciato una tregua di tre ore per permettere l'entrata di derrate alimentari, di aiuti...

"Propaganda pura. Durante la 'tregua', due giorni fa, hanno fatto fuori tre sorelline, poi hanno gambizzato un paramedico. Il giorno dopo, hanno ucciso uno dell’Unrwa. Di che tregua si tratta?".

Ancora, mentre parliamo, si sente il suono dei droni-cecchini, telecomandati...Cosa fanno?

"Sparano in continuazione. Sai, l’immagine che mi sono fatta è di qualcuno che a Tel Aviv che gioca a war-games contro Gaza…".

Vittorio Arrigoni e i suoi colleghi dell'ISM sono nel mirino di http://stoptheism.com/, un sito di criminali che invita a uccidere i volontari che prestano servizio a Gaza e di quelli che prendono parte ai viaggi del Free Gaza mov. Se fosse un sito islamico il media gli avrebbero dato prima pagina e i politici si sarebbero prodigati in condanne indignate, ma è un sito di estremisti israeliani, e il mondo tace.

(*) Israele sperimenta nuove armi non convenzionali a Gaza.

Angela Lano

Articolo correlato:

'Non lascerò il mio paese!'.


L'originale potete leggerlo qui


Articolo tratto dal sito InfoPal.