martedì 5 luglio 2011
Proclama alla Nazione: Ora o mai più! ( tratto da "Proclama Italia" )
martedì 20 gennaio 2009
Quella verità su Al Qaeda in Bosnia che l'Occidente non vuole sentire ( articolo di Simone Santini - clarissa.it )
16 Gennaio 2009
Ha dell'incredibile la vicenda di Ali Hamad, il comandante dell'armata Mujaheddin, la componente islamica dell'esercito bosniaco che combatté durante la guerra civile nella ex Jugoslavia negli anni '90, e che, pur essendosi auto-accusato di terrorismo e stragi, è stato dichiarato innocente dalle autorità di Sarajevo.
Ali Hamad racconta (1) di essere entrato nella organizzazione Al Qaeda all'età di diciotto anni, e di essere arrivato in Bosnia, via Croazia, nei primi anni '90, entrando in un campo di addestramento da cui sono transitati tutti i maggiori capi dell'organizzazione di Bin Laden. Col grado di colonnello e comandante della milizia mujaheddin, ha combattuto contro serbi e croati, rivelando alle autorità luoghi di fosse comuni, eccidi contro la popolazione civile serba, testimoniando contro i crimini del comandante dell'Esercito bosniaco Rasim Delic, processato all'Aja per strage e crimini di guerra.
Il Tribunale della Bosnia Erzegovina, nonostante tutto, la ha dichiarato innocente, e Hamad dice: "Sono un terrorista, ho fatto tante stragi, ma loro mi vogliono convincere che io non sono tutto quello che dico, che sono innocente".
A Sarajevo si vogliono liberare di questo personaggio che si ostina a voler rivelare verità che nessuno vuol ascoltare. Dopo essere stato sotto controllo per anni da parte del centro per l'immigrazione bosniaco, ora si stanno approntando le carte per il suo rimpatrio in Bahrein. Ma Hamad non ne vuol sapere, e chiede rifugio in Serbia, "sempre che le autorità di quel paese siano interessate ad indagare sui crimini dei mujaheddin" dichiara.
Se la vicenda di Hamad è paradossale, chissà se generata da rimorsi di coscienza o dal disperato tentativo di un uomo, diventato ormai inutile e scomodo, di ritagliarsi ancora un ruolo che possa magari salvargli la vita, le sue verità hanno già trovato nel tempo innumerevoli riscontri. Sono ormai centinaia i documenti, gli articoli, le analisi che ricostruiscono la presenza e le attività di Al Qaeda nei Balcani in quegli anni, in Bosnia prima ed in Kosovo poi.
Fra tutti, vogliamo ricordare due studi, fondamentali per la loro autorevolezza ed accuratezza.
Peter Bergen (2), autore del volume "Osama Bin Laden I Know", è considerato uno dei massimi esperti occidentali di Al Qaeda e Osama Bin Laden. Nel libro rivela come nel 2002 la polizia bosniaca abbia scoperto degli importantissimi documenti nelle città di Sarajevo e Zenica, verbali che addirittura documentano la nascita dell'organizzazione terroristica, le sue strutture portanti, e la cosiddetta "catena d'oro", ovvero i nominativi dei massimi finanziatori. Il materiale, tenuto nascosto all'opinione pubblica fino alle rivelazioni di Bergen, era stato rinvenuto presso gli uffici di una organizzazione umanitaria islamica, denominata BIF (Bosanska Ideala Futura) il cui direttore era Munib Zahiragic, ex imam e soprattutto ex agente dell'AID, i servizi segreti della componente bosniaca musulmana. Questa organizzazione, BIF, altro non era che una derivazione locale di una sorta di multinazionale che assisteva e finanziava attività terroristiche e di intelligence, e le cui principali sedi si trovavano negli Stati Uniti, a Chicago, ed in Arabia Saudita. Anche grazie al ritrovamento dei documenti in Bosnia, il responsabile dell'organizzazione a Chicago, Enaam Ernaout, è stato arrestato dall'FBI per i suoi legami con Al Qaeda ed il finanziamento di alcune strutture paramilitari islamiche, come, appunto, i "Cigni Neri" della Bosnia Herzegovina.
Jürgen Elsässer è un giornalista investigativo tedesco autore del volume "Come la Jihad è arrivata in Europa". Nel suo studio esamina come l'Occidente abbia sponsorizzato il terrorismo islamico nei Balcani e come questo meccanismo sia arrivato poi fino agli attentati dell'11 settembre e oltre.
Dice Elsässer nel corso di una intervista: "Altri libri avevano già sottolineato la presenza nei Balcani di Osama Bin Laden, ma gli autori avevano presentato i combattenti musulmani come nemici dell'occidente. Le informazioni che ho raccolto da molteplici fonti dimostrano che questi jihadisti sono marionette nelle mani dell'Occidente, e non, come si pretende, nemici. [...] Gli attacchi dell'11 settembre sono una conseguenza della politica occidentale negli anni '90, quando la NATO mise in piazza nei Balcani i jihadisti e collaborò con loro. I militanti musulmani che sono stati indicati come responsabili degli attacchi dell'11 settembre facevano parte di questa rete. [...] Ho studiato la figura di Al Zawahiri, il braccio destro di Bin Laden, che era il capo delle operazioni nei Balcani. Agl'inizi degli anni '90 aveva percorso in lungo e in largo gli Stati Uniti in compagnia di un agente dell'US Special Command per raccogliere fondi destinati alla Jihad; l'uomo sapeva perfettamente che la raccolta di fondi era un'attività sostenuta dagli Stati Uniti. [...] La rete terroristica creata dai servizi segreti americano e britannico durante la guerra civile in Bosnia, e più tardi in Kosovo, ha rappresentato un serbatoio di militanti, che troviamo poi implicati negli attacchi di New York, Madrid e Londra. [...] Dopo la fine della guerra in Afghanistan, Osama Bin Laden ha reclutato questi jihadisti militanti. Era il suo lavoro: è stato lui che li ha addestrati, con il parziale sostegno della CIA, e li ha mandati in Bosnia. Gli americani hanno tollerato il legame tra il presidente Izetbegovic e Bin Laden. Due anni più tardi, nel 1994, gli americani hanno cominciato a inviare armi, in un'operazione clandestina comune con l'Iran. Dopo il trattato di Dayton, nel novembre 1995, CIA e Pentagono hanno reclutato i migliori jihadisti che avevano combattuto in Bosnia. [...] Ho analizzato le testimonianze di alcuni jihadisti interrogati dai giudici tedeschi. Hanno dichiarato che dopo il trattato di Dayton, in virtù del quale tutti gli ex combattenti stranieri dovevano lasciare il paese, si erano ritrovati senza soldi e senza un posto dove andare. Quelli che potevano rimanere in Bosnia, perché avevano ricevuto un passaporto bosniaco, erano senza soldi e senza lavoro. Il giorno in cui i reclutatori hanno bussato alle loro porte offrendo uno stipendio di 3.000 dollari al mese per servire l'armata bosniaca, non si sono resi conto di essere in realtà stati reclutati e pagati da emissari della CIA per servire gli Stati Uniti" (3).
Riscrivere la storia dei Balcani negli anni '90 significherebbe fare luce su implicazioni e responsabilità davvero profonde, che l'occidente vuole tenere nascoste alla grande massa dei cittadini. Per questo personaggi come Ali Hamad devono rimanere nell'oscurità ed essere ritenuti innocenti anche quando confessano i propri crimini.
(1) Rinascita Balcanica, 14 gennaio 2009
(2) Osservatorio Balcani, 25 gennaio 2006
(3) Voltaire Net, 15 giugno 2006
:: Article nr. s9107 sent on 20-jan-2008 10:25 ECT
www.uruknet.info?p=s9107
Link: www.clarissa.it/esteri_int.php?id=1086#uno
domenica 28 settembre 2008
Ottobre 2008: Legge marziale negli U.S.A.?
Sul web si legge che a breve, indicativamente dal 1° ottobre, negli U.S.A. dovrebbe essere varata la legge marziale.
Per la precisione, sul sito della casa editrice EFFEDIEFFE - che riprende un articolo della rivista militare “Army Times” - si legge che sarà dispiegata la “brigata anti-sommossa”. Viene riportato che questa sarà chiamata «a dare una mano nei disordini civili e nel controllo delle folle o a fronteggiare possibili scenari di orrore, come avvelenamenti massicci e caos in risposta ad attacchi chimici, radiologici, nucleari…».
La mia domanda è: si teme qualcosa? Visto il crack finanziario, avverrà per le prossime settimane qualcosa che porterà la gente a ipotetiche rivolte civili? Per esempio le banche insolventi, niente denaro e quindi nessuna possibilità di ritirare i propri risparmi? Uno scenario simile a quello di inizio millennio vissuto dagli argentini?
Oppure temono qualche “attentato”?
Nel frattempo, continuando con l’articolo di EFFEDIEFFE, i soldati si stanno esercitando con l’uso di “armi non-letali”, ovvero strumenti per assoggettare folle di persone rivoltose, il tutto in un quadro di «controllo delle folle e del traffico».
Da semplice cittadino simili iniziative, se così possiamo chiamarle, incutono preoccupazione e timore per gli abitanti di quella nazione. L’idea che anche da noi possa verificarsi una situazione del genere, non mi lascia certamente indifferente. Soprattutto alla luce di un fatto, non menzionato dai grandi media, che è stato ripreso dalla rete a metà estate: sto parlando del “Rapporto Urban Operations in the Year 2020”.
Questo studio, redatto dalla R.T.O. – Organizzazione per la Ricerca e la Tecnologia della N.A.T.O. – analizza lo scenario futuro della popolazione, la quale, per il 70%, vivrà nelle aree urbane. Queste, secondo questi analisti, saranno i futuri “campi di battaglia”, perché, visto il gran numero di abitanti, si potrebbero creare disordini e malesseri sociali dovuti anche a causa del grande tasso di povertà in cui potrebbero riversare i cittadini.
Quindi, riprendendo l’articolo - pubblicato nel giugno passato - dal sito “Disinformazione.it”,
“La necessità di una presenza (militare) massiccia e dominante, tanto morale quanto psicologica, spesso su periodi di tempo prolungati, resterà una caratteristica unica e persistente delle Operazioni Urbane. Questa necessità entrerà nel conflitto attraverso la domanda pressante da parte del mondo politico e del grande pubblico per azioni rapide, decisive e chirurgiche…
Ricapitolando:
- le guerre future saranno all’interno delle città;
- avremo eserciti lungo le strade (NATO o forze militari preposte);
- dal punto di vista psicologico sarà normalissimo avere militari armati in città;
- politici e cittadini richiederanno l’intervento dell’esercito;
- le forze militari utilizzeranno ogni sorta di arma (letale e “non-letale” ad alta energia);
- sommosse, scontri sociali, manifestazioni potranno essere sedate dall’esercito…
- stiamo andando verso la costituzione di uno “Stato militarizzato”.”
Ripeto: uno scenario inquietante e per niente rassicurante.
A giugno, leggendo quanto scritto – e riportato anche dai blog “La scienza Marcia e la menzogna globale” e “Straker” – mi venne in mente la legge del governo sul pattugliamento delle strade da parte dell’esercito.
A legge varata, mi domandavo il perché di tutta questa esagerazione. Avevo ipotizzato che, con la scusa degli immigrati clandestini che delinquono ( ma non solo loro, aggiungo ), il governo dispiegava i soldati anche per ridurre le nostre libertà individuali. Ma una volta letto il rapporto sopraccitato, mi dovetti ricredere.
L’Italia è anche lei coinvolta in questo progetto ed ecco spiegato, almeno credo, il perché dell’esercito. Si inizia blandamente, così si abituano gli occhi alla presenza dei militari ( nulla contro di loro ), e poi, via via, si può anche aumentare la loro presenza per un qualsiasi motivo. Insomma, ci si stà preparando per il futuro?
Come se non bastasse, poi, ci si è aggiunto il Presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, che, a inizio mese, propose l'idea di allestire negli stadi delle celle per trattenere i tifosi violenti. A parte l'idea, secondo il mio modesto punto di vista, abbastanza particolare, perchè così si dà per scontato che nello stadio, nonostante gli sforzi per debellare la violenza, entrino sempre teppisti e delinquenti, mi dà un senso di sudamericano, dove gli stadi erano tristemente adibiti a "contenere" dissidenti. Non stò accusando il Presidente di niente, ma potrebbe essere una scusa.
Scritto tutto questo, l’idea di dispiegare la “brigata anti-sommossa” potrebbe incastrarsi in questo progetto? A parte, poi, che negli U.S.A. , dopo l’11 settembre, da quello che si legge, tante libertà incominciano a scarseggiare, ci mettiamo anche la legge marziale e stiamo apposto. Ed è per questo che il dispiacere va alla gente comune, uguale a tutti noi, che sarà costretta a soccombere sempre di più in uno stato militarizzato.
Però…c’è un però. Non per fare il catastrofista, ma l’idea di una legge marziale, per un controllo totale sulla gente, era da tempo che circolava. Hanno creato un pretesto? O ce ne sarà un'altro? Ovvero un’ ”attentato “ così come scritto all’inizio di questo articolo?
Metto un po’ di domande, lo so, ma il mio blog, così come scritto nella descrizione, l’ho aperto per questo.
Come primo ( vero ) articolo mi fermo qua. Credo che mancherà qualcosa, ma potrò benissimo integrarlo in un secondo momento, o scrivere un'altro pezzo.
INTEGRAZIONE, AL SEGUENTE ARTICOLO, DEL GIORNO 30 SETTEMBRE 2008
Come fattomi ricordare da Corrado - amministratore del blog "La scienza marcia e la menzogna globale" - tempo fa erano stati pubblicati articoli sui campi di concentramento allestiti dalla F.E.M.A. negli Stati Uniti d'America.
La notizia ( non che me ne fossi dimenticato ) era apparsa l'aprile passato sul sito "ComeDonChisciotte", la potete leggere qui.
Non voglio fare il catastrofista, ma la domanda nasce spontanea: perchè realizzano questi campi? Forse a scopo preventivo? Se è sì, per quale evenienza? Oppure tutto programmato da tempo? Mi sa che l'ultima domanda è la più certa. Non credo che si possano realizzare campi di internamento così, giusto per averli in caso di evenienza. In caso di emergenze dovute a calamità naturali o attentati avranno le loro strutture attrezzate per lo scopo.

