Nel mese di febbraio di quest’anno, il Senatore Gianpiero D’Alia ( U.D.C. ) ha proposto un emendamento all’articolo 50 del ddl 773 ( pacchetto sicurezza ) che prevede, su richiesta del Ministero degli Interni, l’oscuramento dei blog e siti - compresi i famosi “social media” come Facebook e YouTube - nei casi in cui in essi ci siano articoli o ( addirittura!! ) commenti che istigano a delinquere o che commettono apologia di reato. Il tutto succederà se l’articolo e/o i commenti non saranno rimossi entro 24 ore dal provider. In caso di non rimozione dei suddetti, scatterà una sanzione amministrativa compresa tra 50.000 e 250.000 Euro. Come si legge, al punto 3 dell’emendamento ( Art.50 – bis: ”Repressione di attività di apologia o di incitamento di associazioni criminose o di attività illecite compiuta a mezzo internet” ):“Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'interno e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce, ai fini dell'attuazione del presente articolo, i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.” Per poi continuare, al punto 4:“I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l'effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l'attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministero dello sviluppo economico.” Insomma, verso metà aprile sarà tutto pronto per questi filtraggi? Sarà approvato questo emendamento? Le domande ce ne sono tante, ma non per il concetto dell’incitamento all’odio, oppure, come successo – purtroppo – su facebook dove alcuni utenti avevano creato un gruppo a favore dell’ex boss di Cosa Nostra, Provenzano, ma per un’altro concetto, ovvero: come farà il Ministero dell’Interno a stabilire che ciò che è scritto su un blog o su di un sito è apologia o meno? E poi, controllare significa, letteralmente parlando, guardare i blog e i siti e leggerne il contenuto. Chi si prenderà la briga? Queste persone, chi saranno? Non è che già sono operanti e presenti in qualche blog/sito? Oppure, in pieno stile Orwellano, ci sarà la psicopolizia? Quindi, saranno gli stessi cittadini a controllare i loro simili? E perciò a segnalarlo al Ministero degli Interni? Io cittadino, diventerò il vigilante di altri come me che discutono e scrivono sui blog propri ed altrui per uno scambio di opinioni?L’opinione altrui e propria, la libertà d’espressione, sono concetti ancora validi? Hanno un significato degno del loro nome? Oppure, con la scusa ( giustissima ) alla lotta al terrorismo e alle varie “apologie”, si vuole mettere il bavaglio alla popolazione? Una popolazione che discute, dice la sua, si confronta, e, grazie alla rete, scopre nuove tematiche, dà fastidio? Bisogna essere necessariamente imbambolati? L’imbambolamento, quindi, è più bello della vitalità e della libertà mentale? E’ vietato sentire altre campane fuori dai soliti schemi? E’ vietato dire la propria? Non è che con internet stanno venendo alla ribalta certi argomenti un pò scottanti? Se è sì, non bisogna farli conoscere? Di che cosa si ha paura? Se non sarà approvato l’emendamento, oppure, PRIMA della sua approvazione, sul web succederà qualcosa di eclatante tanto da indurre il Parlamento ad approvarlo? E’ una domanda che io e altri frequentatori di blog ci siamo posti. L’Italia sarà un caso a parte qui in Europa o sarà, in generale, l’inizio della fine della libertà in internet ovunque? Ma anche in questa circostanza vale la stessa domanda di prima: si verificherà qualcosa di “grosso” tanto da portare ad un ridimensionamento della rete?
Intanto, in internet, anche se a livello globale ( ma qui mi riallaccio all’ultima domanda di prima ), si sono verificati dei fatti, a mio avviso, un po’ sospetti: 31 gennaio: Google, il motore di ricerca più importante del mondo e che possiede la piattaforma “Blogger” per la realizzazione di blog, va in tilt. Dalle ore 15,30 alle 16,25, ad ogni ricerca che si faceva, non dava nessun risultato. O meglio, dava la seguente scritta:”Questo sito potrebbe arrecare danni al tuo computer”: Quindi i link avevano la scritta che il collegamento era sospetto e a rischio di contenere materiale pericoloso. Alla fine, Google, con un suo comunicato, fece sapere che era stato un errore umano in seno all’Organizzazione no-profit StopDadwere.org che si occupa di controllare i siti a rischio. La lista, per la delicatezza dei dati, viene gestita manualmente e non tramite macchine. Saputo ciò, tutti tranquilli.
24 febbraio: Gmail, la casella di posta elettronica di Google ( un’altra volta lui!! ) va in tilt. Milioni di utenti che utilizzano questo servizio di posta elettronica, non possono inviare e ricevere nessuna e-mail. Il tutto è durato ( ore italiane ) dalle 10,30 alle 13,30 Qualcuno ha ipotizzato che il black-out sia stato dovuto alla nuova funzionalità “Choose your colors”, entrata in funzione il 19 febbraio, e che permette di cambiare i colori delle scritte della propria pagina di account. Ma da Mountain View, sede di Google, non comunicarono nulla di ufficiale.
26 febbraio: anche se non se ne parlò, perché il blocco durò una decina di minuti ( ma anche meno ), mi imbattei in dei problemi nella ricerca, sempre con Google ( !!! ), dei blog della piattaforma “Blogger”. Sia se cercavo i blog tramite il motore di ricerca e sia se ci accedevo tramite i “preferiti”, alcuni li potevo visualizzare, altri no. Strano, non trovate?
Nel frattempo, ecco altre novità. Una internazionale e l’altra di casa nostra. La quale ( quest’ultima ) mostra come l’emendamento D’Alia…sia vicino alla nascita: 27 febbraio: Skype, la più grande Società che permette di telefonare tramite internet ( VOIP ), ha deciso di collaborare con le polizie per permettere di intercettare le telefonate. Tramite il VOIP, di fatto, molti criminali la facevano in barba alla giustizia in quanto non era possibile intercettare le chiamate. Dopo insistenza della Eurojust, l’organismo europeo che coordina le indagini in materia di criminalità informatica, Skype ha deciso di collaborare. Anche qui, non è che con la scusa alla criminalità…..?
10 marzo ( ieri ): e qui veniamo a casa nostra, dove, chissà, l’emendamento D’Alia incomincia ad apparire all’orizzonte. La Cassazione, con la sentenza n. 10535, confermando la legittimità del sequestro di alcune pagine web del sito dell’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori ( A.D.U.C. ) – nelle quali alcuni messaggi inerenti alla religione cattolica erano stati ritenuti offensivi secondo la Magistratura di Catania – ha fatto intendere che per i siti, i blog e i forum non valgono le stesse leggi sulla libertà di stampa. E quindi ecco che, nel caso in cui ci sia una violazione di una sorta di “bon ton”, può scattare l’oscuramento. Ripeto: è l’avvisaglia di ciò che potrà succede con l’emendamento D’Alia?
Questa è la situazione. Come si evolverà? Avremo, almeno qui in Italia, ancora la libertà di esprimerci, di discutere, di confrontarci in rete? Oppure, con la scusa ( giusta, ci mancherebbe ) di combattere la criminalità, il terrorismo, ecc.. non saremo più liberi? Spero nel buon senso del Senatore D'Alia affinchè la libertà d'espressione possa continuare a vivere su internet.
Seconda parte dell'altro mio articolo sulle "chemtrails". Qualche video sulle scie chimiche: dalle ipotesi sul loro impiego, alle probabili malattie correlate e alcuni spezzoni di trasmissioni in cui se ne è parlato.Aggiornamento del 18 ottobre 2008: sul blog di Vibravito, vi è l'articolo "Scie chimiche: ne hanno parlato...", dove l'autore ( Vibravito ) mette un elenco di files audio e video sulle chemtrails.
Scie chimiche: I veri motivi - FERMIAMOLI ( da "Tanker Enemy" )
Scie chimiche: Le patologie correlate ( da "Tanker Enemy" )
Scie chimiche: Il progetto RFMP ( da "Tanker Enemy" )
L'Aeronautica ti vuole L.O.V. - 1a parte ( da "Tanker Enemy" )
L'Aeronautica ti vuole L.O.V. - 2a parte ( da "Tanker Enemy" )
SCIE CHIMICHE IN TV
Piero Pelù da Fabio Fazio ( dalla trasmissione "Che tempo che fa" )
L'Onorevole Antonio Di Pietro su Scie chimiche e Signoraggio bancario
Scie chimiche, Ciccanti:"la difesa sa e non dice" ( dalla trasmissione Rebus )
Scie chimiche: scopi e morbo di Morgellons ( dalla trasmissione Rebus )
Scie di un complotto? - 1a parte ( dalla trasmissione "Voyager" )
Scie di un complotto? - 2a parte ( dalla trasmissione "Voyager" )
Scie di un complotto? - 3a parte ( dalla trasmissione "Voyager" )
Scie chimiche e manipolazioni del clima ( dal TG 1 del 2007 )
Documentario scie chimiche e H.A.A.R.P. ( da "Spazio Indaco" )( interviste a Rosario Marcianò e Tom Bosco [ Direttore NEXUS Italia ] )
Premessa: Questo articolo lo pubblico quando la questione “scie chimiche” ormai è stata letta e risaputa da molta gente. Il blog l’ho aperto da quindici giorni, quindi ecco il ritardo. Come se non bastasse, poi, è arrivato anche il “F.A.Q.” del C.I.C.A.P. sulle scie e perciò qualcuno potrebbe leggere questa mia uscita come un coalizzarsi intorno a tale faccenda pur di difendere a spada tratta l’argomento. Nulla di tutto questo. Ognuno, ovviamente, libero di poter trarre eventuali chiavi di lettura. Ma tanto non ce ne sono.
Tra gli argomenti che vanno per la maggiore sul web, anche se con qualche “capatina” in tv, le scie chimiche hanno il primo posto.
Ma al contrario di altri argomenti, più o meno validi, e a parte la questione su cosa sia effettivamente successo l’11 settembre 2001, le chemical trails – abbreviato in “chemtrails” – più passa il tempo e più noto che incominciano a ritagliarsi più spazio anche fuori dalla rete. Certo, niente di che, ma sempre meglio di 4-5 anni fa ( 2004-2003 ) quando la questione era molto più “underground” di ora.
Ma a sua volta, e nulla in contrario, vi è anche un aumento esponenziale di chi controbatte la tesi dell’esistenza delle stesse scie chimiche. E su internet, ormai, tra siti, blog e forum in cui si discute di tale argomento, districarsi stà diventando un’impresa. La disinformazione, che può colpire anche chi, stando in buona fede, vuole capire qualcosa in merito, la fa da padrona. Tanto è vero è come se ci fosse una guerra “non dichiarata” tra i ricercatori delle scie chimiche -comuni cittadini che si sono voluti immergere a tutto tondo sulle scie chimiche per meglio capire e non dare nulla per scontato - e chi, invece, nega la loro esistenza. Tale guerra, se così possiamo chiamarla, da chi sia stata incominciata non saprei. Ma molto probabilmente, l’aumento di popolarità delle chemtrailsha portato ( così come scritto all’inizio ) ad un dibattito che ha coinvolto così tanta gente che era ovvio che, in mezzo a questa, ci fosse anchegente scettica. C’è chi è scettico a priori e chi, lavorando in chissà quale posto, anche per la posizione coperta durante le ore lavorative. Posizione che per qualcuno è come se lo fosse dalla prima alla ventiquattresima ora della giornata, da lunedì alla domenica. Con un tale atteggiamento, ecco che si è generato il “muro contro muro” in cui si trova la situazione attuale sulle scie. Però, nonostante il caos imperante, pure l’interessamento del famoso C.I.C.A.P. ( Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale ) e suoi collaboratori, tra questi, al primo posto sul piano della visibilità mediatica, Paolo Attivissimo, hanno contribuito, non da poco, alla situazione descritta. Anzi, posso dire – senza accusare nessuno – che da quando tali personaggi hanno messo le mani nella faccenda,la situazione è andata a deteriorarsi sempre più. Ed è sempre più difficile, per chi non conosce ancora il discorso, raccapezzarci qualcosa. Certo, se si è in buona fede e si è aperti mentalmente a nuove informazioni e a modi diversi di poter vedere la vita e tutte le sue sfaccettature, i canali per informarsi ci sono. Ma se si è chiusi di mente e se si è prevenuti su tutto ciò che non passa in televisione e nei giornali, avrete a disposizione tante possibilità per buttar giù qualche barzelletta nei confronti di chi la vede diversamente da voi. E non importa se si è conosciuti l’argomento da poco, lo sfottò non richiede studio. Alla faccia di chi, da anni, si interessa all’argomento e cerca uno scambio di opinioni con altre persone.
Questa, almeno qui in Italia, è la situazione in cui versano le scie chimiche e chi le segue. Ovvero, chi, ormai, si è abituato, anche con un breve sguardo, a cogliere le scie nel cielo. Sia di giorno e, più difficilmente, di notte.
Caos generato ad arte perché si è andati a “pizzicare” qualche nervo scoperto del sistema? O semplice arroganza di persone prevenute? In entrambi i casi, comunque, certa gente, pur di mandareacqua al mulino del discredito, si porta appresso qualsiasi persona che se ne esce con cretinate e offese contro i cosiddetti “sciachimisti”. Da come notate, in mezzo alla giungla, si gioca pure sporco.
Prima ho accennato al C.I.C.A.P., ecco - con rispetto per chi collabora con tale Comitato, in cui, non per sviolinare, troviamo gente di grande cultura ( Piero Angela, Margherita Hack, ecc… ) – non capisco perché questo Comitato si debba occupare a tale argomento.
Lo scopo originale del C.I.C.A.P., fondato nel 1989, non era quello di indagare sul paranormale? Le scie chimiche sono un fenomeno paranormale? A me, come a tanta altra gente, non sembra. La spiegazione, stando agli ultimi convegni che hanno tenuto a Novi Ligure il 19 settembre passato e del 4 e 5 ottobre a Padova, è che sia una burla metropolitana e perciò deve essere combattuta.
Insomma, non è un fenomeno paranormale, però, dato che ormai ha preso piede tra la gente, il famigerato Comitato gli ha dichiarato, molto sfacciatamente, “guerra”. Va bene ( si fa per dire ), ma continuo a non capire. Se è una burla, perché preoccuparsi tanto? Perché, poi, ultimamente uscirsene con un “F.A.Q.” in cui sono condensate tutte le probabili domande che le persone potrebbero farsi se dovessero incominciare a interessarsi alle scie chimiche? Perchè le risposte che il C.I.C.A.P., tramite il suo “Gruppo di ricerca sulle scie chimiche”, dà alle domande sembrano un guazzabuglio preso nei forum di discussione sulle chemtrails? Perché danno l’aria che chi le ha scritte siano gli stessi autori che postano sui forum o su alcuni blog aperti SOLO ed ESCLUSIVAMENTE per contrastare sia le scie e chi, in prima linea, fa ricerche? Perché questo comportamento particolare? Se esiste, da chi è formato questo “Gruppo di ricerca sulle scie chimiche”?
Si è sicuri che con questo atteggiamento si ottenga qualcosa? Tutta questa morbosa attenzione, serve per nascondere qualcosa che noi comuni mortali non dobbiamo sapere?
Ma ora andiamo avanti.
Ma quando e dove si è incominciato a parlare di scie chimiche? A che cosa servono?
Nonostante che le segua dal 2002 –ma in parte anche dall’anno prima – di preciso non saprei quando “nacque” la notizia. Ho letto che il tutto incominciò a metà anni ’90, credo nel 1995/96, negli Stati Uniti d’America.
Ho sotto il naso il numero 37, marzo-aprile 2002, della rivista NEXUS ( edizione italiana ), dove, nell’articolo “Scie chimiche – controllo climatico” ( scritto nel 2001 da William Thomas ), si parla di persone che incominciarono ad incuriosirsi nel 1997. Infatti, per via del gran numero di “reticolati” in cielo, la gente si preoccupò, ma dall’alto gli dissero di non preoccuparsi. Tutto era sotto controllo.
Ma qualcuno non si è fidato e le indagini, la maggior parte fatte da comuni cittadini, sono andate avanti.
Continuando con l’articolo, possiamo leggere che qualcuno ipotizzò che, l’uso di sostanze disperse nei cieli, fosse per un controllo climatico. Infatti: “…i tentativi di deviare uragani spruzzando sostanze chimiche assorbi-calore sulla loro traiettoria, risalgono agli anni ’50. La ricetta per creare “scudi di cirri” fu delineata in uno studio dell’U.S.A.F. insolitamente tracotante. Il rapporto del 1996, dal sottotitolo “Possedere il Clima entro il 2025”, spiegava come “specialisti climatici” diffondessero sostanze chimiche dalla coda di aviocisterne al alta quota secondo una procedura che l’Aeronautica denominava “oscuramento aereo”. “
Ma subito ci furono le smentite dell’U.S.A.F. :”L’U.S.A.F. non conduce operazioni di irrorazione su aree popolate”.
Ma che aerei si usano per l’irrorazione? Riprendendo sempre l’articolo,indicativamente KC-135 Stratotanker e KC-10 Extender. Ma l’articolo ha sette anni e a distanza di tempo le cose saranno sicuramente cambiate.
Tra le sostanze rilasciate, si parla di alluminio e quarzo ritrovati in campioni di acqua piovana nella località di Espanola ( Ontario - Canada). Ma si parla anche di “Forti emicranie, dolori cronici alle articolazioni, capogiri, pesante stanchezza improvvisa, attacchi di asma acuta e sintomi di “tipo influenzale” senza febbre in un’area di 50 miglie quadrate che coincidevano con ciò che i residenti definivano “mesi di irrorazione” da parte di aviocisterne dell’Aviazione Militare Statunitense ( U.S.A.F. ), identificate tramite riscontri fotografici.” Infatti, i cittadini di quella località, indirettamente accusarono gli U.S.A. per le irrorazioni. Il Canada, almeno alla data di pubblicazione del pezzo, non possedeva flotte di aviocisterne.
La gente, giustamente, era incavolata: “Oltre 500 residenti dell’area di Espanola hanno firmato una petizione che esprime preoccupazione riguardo al possibile coinvolgimento del governo in quello che appare come un veicolo che rilascia una sorta di visibili aerosol; essi hanno scoperto consistenti tracce di alluminio e quarzo in campioni di particolato e di acqua piovana.”
Ma la disinformazione, già 7-8 anni fa, incominciava a muovere i suoi passi. Da una parte è normale, se vuoi tranquillizzare la gente, inventati qualcosa. Ed ecco che qualcuno se ne uscì dicendo:
1) Che, sì, le scie esistono, ma sono “uno scudo celeste per contrastare il riscaldamento globale”. Sarà vero, chi lo sa? “…il progetto dello scudo celeste prevede la distribuzione nella fascia superiore dell’atmosfera, di microscopiche particelle di ossido di alluminio e di altri materiali riflettenti allo scopo, per l’appunto, di riflettere l’uno o il due per cento della luce solare in arrivo.”
L’idea fu di Edward Teller, fondatore del Lawrence Livermore National Laboratory e padre della “bomba-H”.
2) Le scie del cielo, non sono altro che scie di condensazione. Ma qualcuno obiettò, dicendo come era possibile il formarsi di condensazione laddove non era possibile? Ciò è possibile introducendo “finissimo particolato nell’atmosfera.” Infatti, “secondo il Centro Nazionale per la Ricerca Atmosferica di Boulder, Colorado, l’unico modo per formare nubi artificiali in aria secca e calda è quello di introdurre nell’atmosfera particolato sufficiente ad attrarre e a compattare in vapore visibile tutta l’umidità disponibile; se reiterato abbastanza spesso, la risultante foschia senza pioggia può provocare siccità.”
3) Se ci sono scie, lo si deve all’aumento del traffico aereo! ( “…la copertura di nubi cirriformi sugli Stati Uniti è dovuta per il 5% del totale al particolato degli scarichi dei motori che fungono da nuclei per la formazione di nubi” e dato che il numero di voli, col passar degli anni, aumenterà “le nubi artificiali si intensificheranno in concomitanza con la forte crescita del trasporto aereo civile.”
Mi sembra qualcosa di già sentito…e stavamo nel 2001. Mi sa che come scusante, incomincia ad essere vecchiotta.Il bello, poi, è che mettono le mani avanti anche per il futuro.
Questo è quanto si diceva 6-7 anni fa. Le cose non sembrano cambiate. Diciamo che quello che noto di diverso, sono le operazioni di aerosol. Fino, indicativamente, al 2005 erano più visibili. Ora o sono diminuite, o vengono effettuate nelle ore notturne oppure utilizzeranno composti meno visibili. E questa mia impressione è uguale ad altra gente.
Di sicuro, sia prima che ora, di sera possono avvenire con più frequenza data l’oscurità. Il cambiamento delle ore di irrorazione, possono aver subìto un cambiamento visto l’aumento di interesse alla questione da parte della gente? Non saprei, ma può darsi.
Ma confermo: tempo fa erano più sfacciati. Ricordo un giorno, inizi di maggio 2005, mentre camminavo con l’automobile, l’occhio mi andò ad una scia lunga parecchi chilometri. Con lo sguardo la risalii fino all’aereo, ma, con mia sorpresa, vidi che non c’era solo un tanker, ma ben dieci. Dieci aerei, divisi in due gruppi da cinque ciascuno! Ogni aereo emetteva due o quattro scie, le quali, si andavano a “fondere” con le altre degli aerei del gruppo. Così facendo, ogni gruppo aveva la “sua scia” che, a sua volta, andava ad unirsi alla scia dell’altro gruppo. Alla fine, rimaneva una unica scia chimica! Rimasi, senza esagerare, senza parole. Come era possibile tutto quello? Che piani di volo avevano tutti quegli aerei? Perché volavano in formazione? Stavano svolgendo una sorta di “esperimento”?
Da quel giorno, almeno che non abbia visto male, non mi sono più imbattuto in uno “spettacolo” del genere. Avrei voluto avere una macchina fotografica o una videocamera per ottenere, sempre se ci fossi riuscito, una sorta di spiegazione.
Tra le cose in comune con chi osserva le scie chimiche ci sono: reticolati ( anche se qui a Roma non ne ho visti tanti ), scie che formano delle grosse “X”, scie parallele, scie che, una volta rilasciate, rimanendo per decine di minuti “appollaiate” in aria, a mano a mano che passa il tempo, si allargano sempre di più tanto da formare un velo che, per forza di cose, oscura il sole, sensazione di luce riflessa, cielo grigio e compatto.
Ma anche una presenza costante delle scie aeree negli spot pubblicitari, nelle riprese dei telegiornali, nei film e cartoni animati. E’ come se si volessero abituare gli occhi alle presenza delle scie nei cieli. In tal modo, non si si pongono interrogativi sullo scopo delle chemtrails.
Tra gli altri scopi delle scie chimiche, possiamo ipotizzarne varie. Grazie al contributo di un comune cittadino - che ha preso a cuore la questione - di nome Rosario Marcianò ( nickname “Straker” ) e all’aiuto di suo fratelloAntonio ( nickname “Zret” ), tramite il blog “Tanker Enemy”, facciamo l’elenco:
Per quanto concerne il contributo dei singoli cittadini preoccupati delle scie nei cieli, da citare anche Corrado, amministratore del blog “La scienza marcia e la menzogna globale”, che ha stilato un dossier e Vibravito, il quale, partecipando ad un convegno del C.I.C.A.P. sulle scie chimiche, ha aperto un blog dove ha buttato, “nero su bianco”, le sue impressioni su tale conferenza.
Se cito questi cittadini lo faccio non perché stò in contatto con loro tramite lo scambio di commenti su alcuni blog, ma perché sono un esempiodi cittadinanza attiva su ciò che succede nella loro nazione e non solo. Non si lasciano tranquillizzare da esperti di turno, ma se hanno un dubbio, giustamente lo approfondiscono e ne scambiano impressioni con chi è aperto al dialogo e alla discussione.
Per finire, non possiamo non parlare del Morgellons. Questa malattia, ancora poco studiata dai medici con la “M” maiuscola, è stata correlata alla diffusione di aerosol nei cieli. In Italia c’è stato anche qualche caso, ma non si sa molto. Il tutto inizia come se si fosse punti da un’insetto e si ha la sensazione di un formicolio sottocutaneo. Successivamente si formano delle pustole dalle quali escono peli che sono risultati “sintetici”!
Abbastanza inquietante, tanto è vero che ci si domanda: “cosa viene rilasciato dai tanker oltre alle sostanze per il controllo del clima?” Noi ci facciamo queste domande, anche perché c’è gente che soffre, qualcun’altro, invece, molto più “intelligentemente” ci si fa quattro risate sopra.
Varie analisi sono state fatte dalla Dottoressa Staninger. Per una migliore comprensione, vi rimando ai seguenti link:
Per un riepilogo sulle scie chimiche, può rivelarsi utile l’intervista a Straker su “Altrogiornale” ( intervista prima parte, seconda parte ), l’articolo di Straker, “Cosa sono veramente le scie chimiche”, le confutazioni, sempre dello stesso Straker, al “F.A.Q.” del C.I.C.A.P. ( faq, il cui link l’ho messo all’inizio dell’articolo ).
Ricordo pure che tempo fa, qui in Italia, c'è stato qualcuno che si è mosso: l'interrogazione dell 'Onorevole Sandro Brandolini ( che ha avuto una "rassicurazione" che nulla è fuori controllo ), il Comune di Savignano sul Rubicone che ha informato la cittadinanza sulle scie chimiche, articolo del quotidiano "Il Resto del Carlino" sulle scie chimiche. Per avere tutte queste info raggruppate in una unico pagina web, e approfondire in maniera autonoma, cliccare qui.
Sono stato sintetico, ma, grazie ai link al di Straker, credo che grossomodo abbia toccato un po’ tutti i punti.
E’ un argomento che può spiazzare, che, per chi lo segue da poco, potrà sembrare ridicolo, ma quello che penso è che, se si è interessati, basta informarsi senza essere prevenuti. E seguire, per quanto si può, le informazioni giorno dopo giorno. Naturalmente, se non si è convinti, liberi di lasciar stare. Nessuno è costretto, ci mancherebbe.
Uno spettro s’aggira per il web: lo spettro di chi pensa indipendentemente. Tutte le leve dello status-quo, dal C.I.C.A.P. al suo emissario in primis, per poi passare agli zimbelli di quest’ultimo e ai comuni mortali ( che altro non sono che “carne da macello” ), si sono unite nella santa persecuzione di questo spettro. Qual’ è quel sito o blog che non sia stato tacciato di “complottismo” dalle leve del potere, qual è quel sito o blog che non abbia rilanciato la bruciante accusa di “complottismo” e quant’altro alle persone che aprono siti per discutere liberamente?
Riprendendo ( e modificando per l’occasione ) le prime righe del “Manifesto del partito Comunista” di Marx ed Engels, ho voluto introdurre un problema che più passa il tempo e più diventa dilagante: stiamo parlando della libertà sul web. Ovvero, non ( almeno per ora ) l’impossibilità di aprire blog o siti, ma la presenza di un gran numero di persone che, venendo a conoscenza di taluni argomenti discussi solo su internet e riviste “di settore”, spara a zero e insulta a più non posso chi li segue. Argomenti, poi, che vengono relegati, soprattutto dai “capi”, nel calderone del “complottismo” e quindi già condannati dalla nascita. Sia ben chiaro che ognuno è libero di seguire e/o approfondire certi argomenti anziché altri, ma non si capisce il motivo del perché, semplicissimi comuni mortali debbano andare a capofitto contro chi segue e pubblica sul proprio sito/blog queste argomentazioni. Perché, uscendosene come i cavoli a merenda, parlano come se fossero padroni di certe tematiche da molto tempo e, avendole analizzate a fondo, possono constatare l’inesistenza di esse? Ma ciò non toglie che bisogna denigrare chi continua a seguirle. Ma come si fa ad essere così sfacciati? Cosa gli entra in tasca? Perché dare contro a gente simile a loro che vuole porsi i propri interrogativi e, perché no, condividerli con altri tramite l’apertura di un regolare blog? Perché questa ottusità mentale? Gente autoprogrammata ad obbedire e basta? Un pò di spina dorsale ce l’avranno? Oppure, lo sfoggio di una laurea, o l’avvicinarsi al giorno della tesi, li porta in una dimensione di megalomania contagiosa? Infatti a me pare così, ovvero un contagio che colpisce sempre più tanta gente – anche in buona fede ( ma un pò con i paraocchi ) – che è come se fosse preda di un delirio di onnipotenza e presunzione. Il loro motto mi sembra quello del “ventennio”: CREDERE, OBBEDIRE, COMBATTERE. Infatti il tutto è come se fosse manovrato da una dittatura silenziosa, che striscia tra la gente comune, gli manipola il cervello e la porta ad essere controllore di se stessa in primis, e dei propri simili, dopo. Ogni pensiero diverso da ciò che vuole l’Impero, è considerato un reato. Anzi, uno PSICOREATO. La psicopolizia è attiva 24 ore su 24. In guardia, gente! O state con noi o contro di noi!
Gli argomenti bersaglio dei loro sberleffi, vengono presi dalla fonte che li mette in giro a mò di barzelletta, ovvero, il loro "capo". Questo – al quale, nonostante le sue prese in giro, porto rispetto – coglie l’argomento che va per la maggiore nel web e ne pubblica un articolo-barzelletta sul suo blog. Da qui, il compito è passa ai suoi zimbelli. Commenti simil a pernacchie a chi si interessa dell’argomento trattato dal loro “capo” e sistematica apertura di blog che rasentano l’infermità mentale. Nello zibaldone, come ovvio che sia, va a finirci un po’ di tutto. Tanto, per codeste persone di fino intelletto, tutto fa brodo. E quindi: si parte con le “scie chimiche”, si continua con gli “U.F.O.” e si termina con l’”11 settembre 2001”. Abbastanza lineare, non trovate? Dalla riga qui sopra, ho anticipato ciò che va per la maggiore nei discorsi denigratori di lor signori. Ma posso continuare, per la loro gioia, anche con il “Nuovo Ordine Mondiale”, gli “extraterrestri”, il “falso allunaggio del 1969”, “poteri extrasensoriali”,”cure alternative per il cancro”, “signoraggio bancario”, eccetera. Da come si vede, tutto, ma proprio tutto, diventa un loro bersaglio.
Ultimamente, poi, si è aggiunto un’internauta che sembrava uno “giusto”, ma che, dopo la riapertura del suo sito, sembra essere “deragliato”. Sto parlando di Andrea Doria. Questo, verso metà settembre passato, ha confezionato delle foto false – che riprendevano un elicottero che inseguiva tre sfere luminose – e fatte recapitare ( tramite falsa e-mail di un falso cittadino che le ha scattate ) alla Redazione della rivista ufologica ( e di misteri ) “Segni dal Cielo”. Il Direttore di suddetta rivista, colto lo scoop, ha pubblicato sul sito le foto nell’articolo “Elicottero militare intercetta tre U.F.O.” Poi, tale Doria, è uscito allo scoperto e, tramite l’articolo “Guerre spaziali a Savio di Ravenna”, prima, e “Mister-X”, poi, ha ammesso di aver fatto volutamente lui le false foto per dimostrare come nell’ambiente ufologico si abbocca a tutto senza analizzare le prove di ciò che si dice. Buona fede? Cattiva fede? Sta di fatto, secondo la mia impressione, che Doria non ce la racconti giusta. Perché se avesse voluto contribuire alla causa ufologica, non se ne sarebbe uscito così, ma avrebbe trovato altre strade che portano ad una più fattiva collaborazione con certa gente. E non tramite la realizzazione di falsi che li spaccia per veri e ci fa abboccare un po’ tutti. Naturalmente, col suo gesto, è diventato paladino di lor signori. Applausi per la sua bravura nella computer grafica, ma niente applausi per la bravata che ha fatto.
Tutti questi comportamenti sopra descritti, spero che sortiscano l’effetto contrario, ovvero: un bel CONTRACCOLPO. Spero veramente che chi accede ai loro siti/blog, a mano a mano che leggono le loro “bravate”, le loro prese per i fondelli a gente comune, possano incominciare a porsi domande e a dare un’occhiata ai siti/blog bersaglio delle denigrazioni e a leggerli sotto un’altro occhio. Cioè l’occhio di chi, pur rimanendo scettico a certi argomenti, non li scarta a priori, non offende chi li segue e condivide le impressioni con altri, ma rimane a leggerli e a rispettare chi ci si appassiona. Anche perché seguire argomenti poco dibattuti, non significa “credere” – infatti non è una religione – e né inculcare ad altri certe argomentazioni, ma interessarsi e documentarsi come avviene per qualsiasi altra cosa più “terrena”. Poi, se certa gente vuole capire, bene. Se non vuole capire, problemi loro e della loro ottusità.
Stiano certi che i comuni mortali come il sottoscritto, continueranno a farsi le loro domande e a condividerle con chi ha quel minimo di apertura mentale. Non saranno certi blog, aperti per l’appunto, a bloccare la nostra curiosità, le nostre domande e le nostre riflessioni. Finchè ci sarà libertà, sia fisica che mentale, l’essere umano non potrà essere ingabbiato. E’ la sua natura, o almeno la natura di chi ha un certo modo di essere.
Gli altri, che continuassero a CREDERE, OBBEDIRE e COMBATTERE!
NOTA BENE: Le immagini di manifesti e frasi del ventennio, sono a scopo illustrativo. NESSUNA attinenza a NESSUNO.