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sabato 6 agosto 2011

Precipita elicottero U.S.A. in Afghanistan, fra le vittime alcuni Navy Seals che...



E' di oggi la notizia di un elicottero statunitense ( del tipo Chinook ) abbattuto in Afghanistan dai talebani e che, precipitando, ha visto la morte di 31 soldati a stelle e strisce e di 7 afghani. Fra questi 31, ve ne erano ben 25 dell' unità speciale Navy Seals.

Vi dice niente questo nome? Certo, è l'unità speciale resa famosa dall'assalto al "compound" in cui era nascosto Bin Laden e alla sua relativa..."uccisione". Per rinfrescarvi la memoria, qui e qui troverete rispettivamente la Prima e la Seconda parte di due miei articoli dedicati all'accaduto.

Fin qui, nulla da segnalare. Però, c'è un però: leggendo l'edizione inglese dell'Associated Press, si legge che tra i vari Navy Seals morti, alcuni ( tenetevi forte ) parteciparono all'uccisione di Bin Laden!
Incredibile, vero? Cavolo, potevano essere degli eroi e invece? Niente, ora sono morti e non potranno raccontare nulla di quella storica irruzione e conseguente uccisione del nemico Numero 1 degli U.S.A. e del mondo intero. Ma tu guarda!

Qui sotto, sia il copia/incolla dell'articolo e sia lo screenshot. Qui, il link alla pagina web originale. Buona lettura.

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WASHINGTON (AP) -- U.S. officials tell The Associated Press that they believe that none of the Navy SEALs who died in a helicopter crash in Afghanistan had participated in the raid that killed Osama bin Laden, although they were from the same unit that carried out the bin Laden mission.
Sources say that more than 20 Navy SEALs were among those lost in the crash in Afghanistan.
The operators from SEAL Team Six were flown by a regular Army crew. That's according to AP military sources.
Another source says the team was thought to include 22 SEALs, three Air Force air controllers, seven Afghan Army troops, a dog and his handler, and a civilian interpreter, plus the helicopter crew.
The sources thought this was the largest single loss of life ever for SEAL Team Six, known as the Naval Special Warfare Development Group.
All sources spoke on condition of anonymity to discuss sensitive military matters.
© 2011 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistributed. Learn more about our Privacy Policy and Terms of Use.

martedì 3 maggio 2011

Hanno ucciso Bin Laden!? ( seconda parte )



E' con questa foto che apro la seconda parte sull'uccisone di Bin Laden avvenuta ieri, in un bunker in Pakistan, da parte di truppe scelte "made in U.S.A." ( la PRIMA parte QUI ).

Come tutti sapete, la foto precedentemente pubblicata, ovvero il Bin Laden ucciso e che trovate alla destra della foto in alto, si è rivelata, così come immaginato io da subito ( ma così come me, chissà da quanta gente in tutto il mondo ) un falso bello e buono.
Da come notate, al centro vi è il vero cadavere la cui fronte ed occhi ( cicatrici, ematomi e sangue ragrumato compresi ) sono stati tagliati e incollati su di un'altra foto. Quest'ultima, ovviamente, raffigurante lo "sceicco del terrore".
Si è visto sùbito il falso, dato che Osama, stando alle ultime immagini risalenti al 2003 ( tranne una parentesi un paio d'anni dopo quando, insieme a non ricordo chi, sgattaiolava come una capretta in qualche monte o dell'Afghanistan o del Pakistan ), era apparso molto emaciato e "scavato" in volto, per via dei suoi problemi renali, e con una vistosa barba bianca. Ora, invece, la barba è nera ( l'avrà tinteggiata? ) e il viso è più paffutello e ringiovanito ( miracoli della medicina dispensata in qualche grotta? ).

Il bello, poi, che il cadavere, dopo un breve funerale islamico ( così dicono ) è stato gettato in mare, dato che nessuna nazione voleva il suo corpo.
Al momento ( ore 12:30 del 3 maggio ) ancora si aspettano le foto del corpo. Ma tanto, cari miei, chiunque potrà essere; anche perchè si sa come la penso sulla reale esistenza di Bin Laden e sulla sua reale appartenenza e influenza su Al-Qaeda. Anche quest'ultima, così come il suo "capo" defunto, non è altro che un'ectoplasma fluttuante nei mass-media.

Il Sistema si è dimostrano, per l'ennesima volta, fallito e che, pur raschiando il fondo del barile, continua, grazie ai suoi servitori giornalisti di mezzo mondo ( da leggere l'articolo del povero cameriere Severigni ), a dispensare bufale e a trattare la gente come rimbecillita e senza cervello.

Qui sotto, tratto da Luogocomune, un indirizzo web con una gif con varie frasi, dei lettori del sito menzionato, in merito alla "morte" di Bin Laden.


Di articoli su questa uccisone, troppi ne potrei menzionare, ne cito solo tre giusto per gradire:

Centro Studi Socialismo Nazionale: Bufale atlantiche


lunedì 2 maggio 2011

Hanno ucciso Bin Laden!?

E' di qualche ora fa la notizia che alcune forze speciali U.S.A., hanno ucciso il terrorista Osama Bin Laden in un rifugio fortificato in Pakistan.
Come notizia, di per sè, è da prendere con "felicità", perchè la morte di un terrorista, pur rimanendo un essere umano, non sarà pianta da nessuno. Pensare a Bin Laden, significa andare con la memoria all'11 settembre del 2001 e ai più di 3 mila morti tra le Torri Gemelle, il Pentagono e i passeggeri dei quattro aerei di linea. La memoria va agli altri attentati che si verificarono in Spagna - 911 giorni dopo quelli negli U.S.A. - e quelli a Londra l'11 giugno del 2005. Ma anche ai morti delle ambasciate in Kenia e Tanzania ( se non ricordo male ) dell'estate del 1998 e a svariati e più "piccoli" atti terroristici che insanguinarono altre parti del mondo.
Quindi, senza sciacalleria, la morte di Bin Laden non la piango e non la piangerò mai.

Certo, ci sono le mia perplessità su questo individuo, che, stando a quello che ci hanno raccontato in tutti questi anni, è stato il capo del gruppo terroristico Al-Qaeda. Gruppo che si è reso responsabile ti tanti attentati. 

Ci sono le mie perleplessità se il tutto fosse vero o no, nel senso che, pur esistendo fisicamente parlando, Bin Laden sia stato effettivamente la guida di Al-Qaeda o solo una marionetta che, in maggior modo dopo l'11 settembre 2001, è stata usata per giustificare "guerre umanitarie", spese militari e occupazioni di stati ( con petrolio ).

Ci sono le mie perplessità anche in merito ad Al-Qaeda che, stando ad altre fonti, non è altro che un database della C.I.A. nel quale, durante l'occupazione della Russia dell'Afghanistan a partire dal 1979, venivano reclutati i mujahedin per combattere i russi. E che a sua volta avrebbero dovuto garantire il passaggio degli oleodotti a stelle e strisce. Ma, così come si seppe ( sempre se la memoria della gente non sia corta ), alla fine si misero di traverso a questo progetto. E ciò fece arrabbiare i padroni statunitensi. Ma tanto, il P.N.A.C. era bello che pronto, bastava un pretesto...

Ci sono le mie perplessità in merito all'11 settembre; o meglio, i dubbi se il tutto avvenne così come ci hanno insegnato i mass-media. L'unica cosa certa, purtroppo, sono le persone morte e non più con i loro cari.

Ci sono le mie perplessità in merito alla reale esistenza di Bin Laden in tutti questi anni. A parte il suo ruolo - chissà, forse anche a sua insaputa - di marionetta ad uso e consumo mass-mediatico, ma non era gravemente malato? Non stava per morire? Anzi, non era già morto nel 2002 secondo alcuni suoi familiari?

Ed ora ci sono le mie perplessità in merito a questa notizia. Come mai ucciderlo ora? C'è la necessità, per gli Stati Uniti, di sloggiare dall'Afghanistan e ( probabilmente ) dall'Iraq? E se è sì, per quale motivo? Servono truppe in altre parti del mondo?
E poi, a parte tutte queste mie perplessità sulla figura e il ruolo di Bin Laden, siamo sicuri che la morte dello "sceicco del terrore" non farà fomentare gruppi di fanatici? Che bisogna aspettarci da questi?

Per finire, se Al-Qaeda c'è ma non è così come ce l'hanno raccontata, se Bin Laden era già morto e, quindi, hanno messo su una sceneggiata con un sosia o con una immagine di repertorio modificata al computer o quant'altro, che significato dare a questa notizia? Cosa bolle in pentola? 

Dimenticavo; dopo l'annuncio della morte di Bin Laden, il Dollaro si è rafforzato. Ma tanto, da quello che si legge, il collasso U.S.A. , al contario di Osama, è vivo e vegeto.


martedì 20 gennaio 2009

Quella verità su Al Qaeda in Bosnia che l'Occidente non vuole sentire ( articolo di Simone Santini - clarissa.it )

Ali Hamad



16 Gennaio 2009

Ha dell'incredibile la vicenda di Ali Hamad, il comandante dell'armata Mujaheddin, la componente islamica dell'esercito bosniaco che combatté durante la guerra civile nella ex Jugoslavia negli anni '90, e che, pur essendosi auto-accusato di terrorismo e stragi, è stato dichiarato innocente dalle autorità di Sarajevo.

Ali Hamad racconta (1) di essere entrato nella organizzazione Al Qaeda all'età di diciotto anni, e di essere arrivato in Bosnia, via Croazia, nei primi anni '90, entrando in un campo di addestramento da cui sono transitati tutti i maggiori capi dell'organizzazione di Bin Laden. Col grado di colonnello e comandante della milizia mujaheddin, ha combattuto contro serbi e croati, rivelando alle autorità luoghi di fosse comuni, eccidi contro la popolazione civile serba, testimoniando contro i crimini del comandante dell'Esercito bosniaco Rasim Delic, processato all'Aja per strage e crimini di guerra.
Il Tribunale della Bosnia Erzegovina, nonostante tutto, la ha dichiarato innocente, e Hamad dice: "Sono un terrorista, ho fatto tante stragi, ma loro mi vogliono convincere che io non sono tutto quello che dico, che sono innocente".

A Sarajevo si vogliono liberare di questo personaggio che si ostina a voler rivelare verità che nessuno vuol ascoltare. Dopo essere stato sotto controllo per anni da parte del centro per l'immigrazione bosniaco, ora si stanno approntando le carte per il suo rimpatrio in Bahrein. Ma Hamad non ne vuol sapere, e chiede rifugio in Serbia, "sempre che le autorità di quel paese siano interessate ad indagare sui crimini dei mujaheddin" dichiara.

Se la vicenda di Hamad è paradossale, chissà se generata da rimorsi di coscienza o dal disperato tentativo di un uomo, diventato ormai inutile e scomodo, di ritagliarsi ancora un ruolo che possa magari salvargli la vita, le sue verità hanno già trovato nel tempo innumerevoli riscontri. Sono ormai centinaia i documenti, gli articoli, le analisi che ricostruiscono la presenza e le attività di Al Qaeda nei Balcani in quegli anni, in Bosnia prima ed in Kosovo poi.

Fra tutti, vogliamo ricordare due studi, fondamentali per la loro autorevolezza ed accuratezza.

Peter Bergen (2), autore del volume "Osama Bin Laden I Know", è considerato uno dei massimi esperti occidentali di Al Qaeda e Osama Bin Laden. Nel libro rivela come nel 2002 la polizia bosniaca abbia scoperto degli importantissimi documenti nelle città di Sarajevo e Zenica, verbali che addirittura documentano la nascita dell'organizzazione terroristica, le sue strutture portanti, e la cosiddetta "catena d'oro", ovvero i nominativi dei massimi finanziatori. Il materiale, tenuto nascosto all'opinione pubblica fino alle rivelazioni di Bergen, era stato rinvenuto presso gli uffici di una organizzazione umanitaria islamica, denominata BIF (Bosanska Ideala Futura) il cui direttore era Munib Zahiragic, ex imam e soprattutto ex agente dell'AID, i servizi segreti della componente bosniaca musulmana. Questa organizzazione, BIF, altro non era che una derivazione locale di una sorta di multinazionale che assisteva e finanziava attività terroristiche e di intelligence, e le cui principali sedi si trovavano negli Stati Uniti, a Chicago, ed in Arabia Saudita. Anche grazie al ritrovamento dei documenti in Bosnia, il responsabile dell'organizzazione a Chicago, Enaam Ernaout, è stato arrestato dall'FBI per i suoi legami con Al Qaeda ed il finanziamento di alcune strutture paramilitari islamiche, come, appunto, i "Cigni Neri" della Bosnia Herzegovina.

Jürgen Elsässer è un giornalista investigativo tedesco autore del volume "Come la Jihad è arrivata in Europa". Nel suo studio esamina come l'Occidente abbia sponsorizzato il terrorismo islamico nei Balcani e come questo meccanismo sia arrivato poi fino agli attentati dell'11 settembre e oltre.

Dice Elsässer nel corso di una intervista: "Altri libri avevano già sottolineato la presenza nei Balcani di Osama Bin Laden, ma gli autori avevano presentato i combattenti musulmani come nemici dell'occidente. Le informazioni che ho raccolto da molteplici fonti dimostrano che questi jihadisti sono marionette nelle mani dell'Occidente, e non, come si pretende, nemici. [...] Gli attacchi dell'11 settembre sono una conseguenza della politica occidentale negli anni '90, quando la NATO mise in piazza nei Balcani i jihadisti e collaborò con loro. I militanti musulmani che sono stati indicati come responsabili degli attacchi dell'11 settembre facevano parte di questa rete. [...] Ho studiato la figura di Al Zawahiri, il braccio destro di Bin Laden, che era il capo delle operazioni nei Balcani. Agl'inizi degli anni '90 aveva percorso in lungo e in largo gli Stati Uniti in compagnia di un agente dell'US Special Command per raccogliere fondi destinati alla Jihad; l'uomo sapeva perfettamente che la raccolta di fondi era un'attività sostenuta dagli Stati Uniti. [...] La rete terroristica creata dai servizi segreti americano e britannico durante la guerra civile in Bosnia, e più tardi in Kosovo, ha rappresentato un serbatoio di militanti, che troviamo poi implicati negli attacchi di New York, Madrid e Londra. [...] Dopo la fine della guerra in Afghanistan, Osama Bin Laden ha reclutato questi jihadisti militanti. Era il suo lavoro: è stato lui che li ha addestrati, con il parziale sostegno della CIA, e li ha mandati in Bosnia. Gli americani hanno tollerato il legame tra il presidente Izetbegovic e Bin Laden. Due anni più tardi, nel 1994, gli americani hanno cominciato a inviare armi, in un'operazione clandestina comune con l'Iran. Dopo il trattato di Dayton, nel novembre 1995, CIA e Pentagono hanno reclutato i migliori jihadisti che avevano combattuto in Bosnia. [...] Ho analizzato le testimonianze di alcuni jihadisti interrogati dai giudici tedeschi. Hanno dichiarato che dopo il trattato di Dayton, in virtù del quale tutti gli ex combattenti stranieri dovevano lasciare il paese, si erano ritrovati senza soldi e senza un posto dove andare. Quelli che potevano rimanere in Bosnia, perché avevano ricevuto un passaporto bosniaco, erano senza soldi e senza lavoro. Il giorno in cui i reclutatori hanno bussato alle loro porte offrendo uno stipendio di 3.000 dollari al mese per servire l'armata bosniaca, non si sono resi conto di essere in realtà stati reclutati e pagati da emissari della CIA per servire gli Stati Uniti" (3).

Riscrivere la storia dei Balcani negli anni '90 significherebbe fare luce su implicazioni e responsabilità davvero profonde, che l'occidente vuole tenere nascoste alla grande massa dei cittadini. Per questo personaggi come Ali Hamad devono rimanere nell'oscurità ed essere ritenuti innocenti anche quando confessano i propri crimini.

(1) Rinascita Balcanica, 14 gennaio 2009
(2) Osservatorio Balcani, 25 gennaio 2006
(3) Voltaire Net, 15 giugno 2006





:: Article nr. s9107 sent on 20-jan-2008 10:25 ECT
www.uruknet.info?p=s9107

Link: www.clarissa.it/esteri_int.php?id=1086#uno