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lunedì 7 novembre 2011

Presidente Berlusconi, per il bene dell’Italia, NON SI DIMETTA ( articolo di Paolo Barnard )

Il seguente articolo, è tratto dal sito del giornalista Paolo Barnard.

Presidente,

perdoni l'approccio informale. Sono il giornalista e autore Paolo Barnard, lavoro da due anni con il gruppo di macroeconomisti del Levy Institute Bard College di New York sulla crisi dell'Eurozona. Siamo guidati dal Prof. L. Randall Wray dell’Università del Missouri Kansas City, che coordina altri 10 colleghi inglesi e australiani.

Presidente, è incomprensibile che Lei non scelga di salvare la nazione, e il Suo governo, rendendo pubblico che:

a) l'Euro fu disegnato precisamente per affossare gli Stati del sud Europa, fra cui l’Italia.

b) esistono responsabili italiani ed europei di questo "colpo di Stato finanziario di proporzioni storiche". (una definizione del tutto ragionata offerta dell'economista americano Michael Hudson)

Presidente, dalle pagine del Financial Times, del Wall Street Journal e persino del New York Times, da mesi economisti del calibro di Martin Wolf, Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Nouriel Roubini, Marshall Auerback, Le stanno suggerendo la via d'uscita. A Parigi, l’eccellente Prof. Alain Parguez dell’Università di Besancon ne ha trattato esaustivamente. Wray e i suoi colleghi Mosler, Tcherneva e Hudson pure. Nel dettaglio, essi hanno scritto che:

L'Italia è stata condannata a un’aggressione senza precedenti da parte dei mercati dall'operato dei governi di centrosinistra che La hanno preceduta, poiché essi hanno portato il nostro Paese nel catastrofico costrutto dell'Eurozona. Le famiglie italiane e il Suo governo non devono pagare per colpe non loro. Lei deve dire alla nazione ciò che sta veramente accadendo, e chi ci ha condotti a questo dramma. 

L'Euro fu pensato nel 1943 dal francese Francois Perroux con il dichiarato intento di "Togliere agli Stati la loro ragion d'essere". La moneta unica è infatti un progetto franco-germanico da quasi mezzo secolo (Attali, Delors, Issing, Weigel et al.), col fine di congelare le svalutazioni competitive d'Italia e Spagna, e col fine di deprimere i redditi del sud Europa per delocalizzare in esso manodopera industriale per l'esclusivo vantaggio del Neomercantilismo franco-tedesco.

Specificamente, la moneta unica:

- Esclude un prestatore di ultima istanza sul modello Federal Reserve USA, proprio per portare la sfiducia dei mercati sui debiti dell'Eurozona. 

- I debiti dell'Eurozona non sono più sovrani, poiché l'Euro è moneta che ogni Stato può solo usare, non emettere, e che ogni Stato deve prendere in prestito dai mercati di capitali privati che lo acquisiscono all'emissione. L'Euro è moneta di nessuno, non sovrana per alcuno.

- I due punti precedenti hanno distrutto il fondamentale più importante della macroeconomia di Stato, che è "Ability to pay", cioè la capacità di uno Stato di onorare sempre il proprio debito emettendo la propria moneta sovrana. L’attuale aggressività dei mercati contro il nostro Paese (ed altri) è dovuta in larghissima parte proprio alla loro consapevolezza della nostra perdita di "Ability to pay", la cui presenza è infatti l'unica rassicurazione che può calmare i mercati. Motivo per il quale il Giappone dello Yen sovrano, che registra il 200% di debito/PIL, non è da essi aggredito e ha inflazione vicina allo 0%. Motivo per cui l'Italia della Lira sovrana mai si trovò in condizioni simili al dramma attuale, nonostante parametri ben peggiori di quelli oggi presenti.

- L'Euro è moneta insostenibile, disegnata precisamente affinché l'assenza radicale di "Ability to pay" nei governi più deboli dell’Eurozona inneschi un circolo vizioso di crisi che alimenta la sfiducia dei mercati che alimenta crisi. Non se ne esce, qualsiasi correttivo non altera, né mai altererà, questo fondamentale negativo, e i mercati infatti non si placano.

- Le estreme misure di austerità per la riduzione del deficit di bilancio che vengono oggi imposte al Suo governo, sono distruttive per la Aggregate Demand di cui qualsiasi economia necessita per crescere. Sono cioè  il farmaco che causa la malattia, invece di curarla. Anche questo non accade per un caso.

- Tali misure ci vengono imposte proprio perché il nostro debito pubblico non è più sovrano, a causa dell'adozione di una moneta non sovrana. Infatti, ogni spazio di manovra del Suo governo al fine di stimolare crescita e riduzione del debito attraverso scelte di spesa sovrana (fiscal policy), è stato annullato dall'adozione della moneta unica, che, ribadisco, l'Italia non può emettere come invece fanno USA o Giappone. Si tratta di una perdita di sovranità governativa senza precedenti nella storia repubblicana, e di cui le misure imposte dalla Commissione UE come il European Semester e l'Europact sono l'espressione più estreme, ma di cui noi cittadini e Lei paghiamo le estreme conseguenze.

- L'Euro e i Trattati europei che l’hanno introdotto, sbandierati a salvezza nazionale dal centrosinistra, stanno, per i motivi sopraccitati, umiliando l'Italia, nazione che ha uno dei risparmi privati migliori del mondo, 9.000 miliardi in ricchezza privata, una capacità industriale invidiata dai G20, banche assai più sane della media occidentale, e parametri di deficit che sono inferiori ad altri Stati dell'Eurozona. Lei, Presidente, sarà il capro espiatorio, noi italiani ne soffriremo conseguenze devastanti per generazioni. 

Presidente, Lei deve e può denunciare pubblicamente la realtà di questa moneta disegnata per fallire. Lei può e deve smascherare le responsabilità del centrosinistra italiano e dei governi 'tecnici' in queste scelte sovranazionali catastrofiche.

Presidente, il team di macroeconomisti accademici del Levy Institute Bard College di New York e dell'Università del Missouri Kansas City, sono coloro che hanno strutturato il piano Jefes che ha portato l'Argentina dal default al divenire una delle economie più in crescita del mondo di oggi. Essi sono a Sua disposizione per definire sia la strategia comunicativa che quella economica per salvare l'Italia, e il Suo governo, da un destino tragico e che non meritiamo.
In ultimo una precisazione di ordine morale.
Presidente, io non sono un Suo elettore, e avrei cose dure da dire sul segno che la Sua entrata in politica ha lasciato in Italia. Ma non sono un cieco fanatico vittima della cultura dell’odio irrazionale che ha posseduto gli elettori dell’opposizione in questo Paese, guidati da falsari ideologici disprezzabili, come Eugenio Scalfari, Paolo Flores d’Arcais, Paolo Savona, e i loro scherani mediatici come Michele Santoro, Marco Travaglio e codazzo al seguito. Perciò come prima cosa mi ripugna che Lei sia bollato come il responsabile di colpe che Lei non ha, e che sono tutte a carico del centrosinistra italiano. Incolpare un innocente, per quanto criticabile egli sia, è sempre inaccettabile. Ma soprattutto, Presidente, se l’Italia verrà consegnata dal golpe finanziario in atto contro di noi, e da elettori sconsiderati e ignoranti, nelle mani del Partito Democratico, per noi sarà la fine. Sarà l’entrata trionfale a Roma dei carnefici del Neoliberismo più impietoso, sarà la calata della Shock Therapy su un popolo ignaro, cioè il saccheggio del bene comune più scientificamente organizzato di ogni tempo, quello che nell’Est europeo ha già mietuto più di 40 milioni di vite in due decadi, senza contare le sofferenze sociali inenarrabili che porta con sé.
I volti di Mario Monti, di Massimo D’Alema, di Mario Draghi, di Romano Prodi, dell’infimo Bersani, sono le maschere funebri di questa nazione, veri criminali e falsari di portata storica. Il cerimoniere complice si chiama Giorgio Napolitano.
Mi appello a Lei Presidente perché mi rendo conto che i miei connazionali non hanno la più pallida idea di ciò che il centrosinistra italiano ha già inflitto al nostro Paese, di ciò che gli infliggerebbe se salisse al governo, ma soprattutto di chi li guida dietro le quinte. Le eminenze grigie sono le elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste, gente senza nessuna pietà.
Resista Presidente, affinché Lei possa usare il tempo che Le rimane per smascherare il “colpo di Stato finanziario” che sta travolgendo, fra gli altri, la nostra Italia. I mercati finanziari della “classe predatrice”, così ben descritta nella sua abiezione dall’americano James Galbraith, la odiano a morte, ci odiano a morte. Sia, Presidente, colui che piazza la mina nei cingoli della loro macchina infernale, rivelandone l’inganno chiamato Euro e Trattato di Lisbona. Gli italiani non lo faranno. Non ne sono capaci.

lunedì 3 ottobre 2011

Atessa, concessa cittadinanza onoraria a Ciampi: contraria Forza Nuova

 

Il seguente articolo è tratto dal sito web del  movimento politico, Forza Nuova. Pur non interessandomi al dualismo "destra" / "sinistra" e "fascisti" / "comunisti" - con il quale il sistema ci relega l'esistenza in compartimenti stagni per non evolverci, ma solo per scannarci a vicenda - preciso che con ciò non voglio prendere le simpatie di questo movimento, ma l'articolo, ritenendolo interessante, perchè basato su fatti reali e che stiamo scontando, è meritevole di attenzione e pubblicazione.

Marcolongo (FN): “In Islanda i banchieri sono arrestati ed espulsi, in Italia si premiano!” Il consiglio comunale di Atessa, in data 30 settembre 2011, ha concesso la cittadinanza onoraria a Carlo Azeglio Ciampi su proposta della “Fondazione Bertrando e Silvio Spaventa” di Bomba con 17 voti favorevoli di centrodestra e centrosinistra e 1 contrario di Forza Nuova. Il consigliere comunale forzanovista Luigi Marcolongo spiega la posizione presa: “Con un lungo intervento ho illustrato ai consiglieri quali erano i motivi che non permettevano di concedere una cittadinanza onoraria a Carlo Azeglio Ciampi e, malgrado le pesanti accuse mosse dal sottoscritto al candidato, nessun dei presenti ha osato smentire quanto detto da me, tantoché qualcuno di loro mi ha confessato in privato di aver pensato più volte di votare contrario. 1) Carlo Azeglio Ciampi banchiere: Dopo una vita passata nella Banca D’Italia a far carriera, nel 1979 ne diventa governatore per 14 anni. Viene denunciato l’8 marzo 1993 dal Prof. Giacinto Auriti (accademico, docente universitario, ideologo e giurista di chiara fama) per truffa, falso in bilancio, associazione a delinquere, usura e istigazione al suicidio, accuse che scaturiscono dal “signoraggio bancario”, ossia la truffa dell’emissione della moneta da parte delle banche centrali. Quando il Prof. Autiti fu chiamato dal Procuratore della Repubblica di Roma Ettore Torri, costui gli disse: “Prof. Auriti, lei ha dimostrato l’elemento materiale del reato, manca il dolo perché è stato sempre così!”. Il Professore di Guardiagrele non venne mai querelato per calunnia né da Ciampi né da Fazio, anch’esso denunciato, perché le accuse erano fondate! Il “signoraggio bancario” genera un illegale debito pubblico con impatti devastanti sulle nazioni, producendo sofferenza povertà e disoccupazione perché i governi sono costretti a aumentare le tasse, ridurre i servizi, privatizzare, liberalizzare il mercato del lavoro, mettere all’asta i beni dello Stato. Ciampi, essendo stato governatore della Banca d’Italia, è anch’egli responsabile di questa truffa ai danni degli italiani e di conseguenza dell’attuale debito pubblico italiano e di tutte le relative drammatiche conseguenze. 2) Carlo Azeglio Ciampi presidente del consiglio e ministro: Il 28 aprile 1993, su incarico del presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro, diventa presidente del consiglio dei ministri di un governo tecnico di transizione per un anno, senza neanche essere parlamentare (alla faccia di quella democrazia che egli ha sempre osannato). Si contraddistinse per le privatizzazioni delle aziende statali avviando la svendita del patrimonio pubblico italiano alla finanza internazionale. Nel 1996, con la vittoria dell’Ulivo e di Prodi, viene nominato ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e lo stesso incarico ebbe nel 1998 con D’Alema: comunisti e postcomunisti piazzarono un banchiere nel governo (alla faccia del proletariato!). E’con lui che gl’italiani conoscono le prime grandi manovre finanziare, che cominciano a svuotare le loro tasche, destinate a far rispettare i parametri del Trattato di Maastricht per l’ingresso dell’Italia nella moneta unica europea, altro grande disastro. Continuerà a spingere per le privatizzazioni delle imprese pubbliche. Ciampi con le privatizzazioni, le finanziare e l’euro ha creato danni enormi alla nazione, danni che diventano sempre più evidenti; è stato un servitore della grande finanza internazionale e di conseguenza nemico dell’Italia e della sua sovranità economica e monetaria. 3) Carlo Azeglio Ciampi presidente della repubblica: Ciampi fu un sostenitore del risorgimento italiano, vicenda storica ispirata, finanziata e compiuta dalle logge massoniche italiane e straniere per svuotare il meridione del cattolicesimo e delle ricchezze. L’epilogo dell’odio anticristiano degli “eroi” risorgimentali del presidente è la “Breccia di Porta Pia”, ossia i cannoni che spararono su Papa Pio IX definito dal massone Garibaldi “un metro cubo di letame”, che Ciampi celebrò il XX settembre 2005. Ciampi non ha mai parlato dei crimini nell’Italia meridionale contro la popolazione e il clero, dei villaggi e delle chiese bruciati, delle fucilazioni, degli stupri e dei saccheggi commessi dai suoi “eroi” garibaldini e sabaudi. Ciampi, così attento ai “campi di concentramento”, non raccontò mai che i primi in Europa sorsero nel nord Italia e che all’interno di essi furono deportati e morirono migliaia di soldati borbonici. Ciampi fu in varie occasioni accusato di essere affiliato alla massoneria, cosa che lui ha sempre smentito. Umberto Bossi durante un comizio e Mirko Tremaglia (MSI) in una lettera scritta al presidente della repubblica Scalfaro lo accusarono di essere stato iscritto alla loggia massonica P2 di Licio Gelli. La fonte dei due parlamentari era la dichiarazione rilasciata da Clara Calvi, moglie del presidente del Banco Ambrosiano Roberto Calvi, alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia P2 presieduta da Tina Anselmi; alla domanda dei commissari: “Suo marito le disse che Ciampi e Dini erano anch'essi della P2?” la donna rispose: “Sì”. Le prove, però, non si trovarono mai. Quindi Forza Nuova ha ritenuto che né Atessa nè nessun altro comune possa concedere una cittadinanza onoraria a Carlo Azeglio Ciampi, responsabile dell’attuale drammatica situazione economica e sociale italiana, soprattutto se sulla proposta si leggono le seguenti motivazioni: “si è distinto nel campo della giustizia, della moralità pubblica”. Mentre in Islanda i banchieri, accusati di tradimento dal governo e dal popolo, vengono arrestati ed espulsi, qui in Italia in Abruzzo ad Atessa, una città composta maggiormente da operai, agricoltori, piccoli commercianti e artigiani che più di tutti pagano le scelte sbagliate dei politici e dei tecnocrati come Ciampi, addirittura li si premia!” Per Info: centro@forzanuova.org  

lunedì 7 febbraio 2011

Governo bicipite per un’Europa da lacrime e sangue ( articolo di Ugo Gaudenzi - Rinascita )


Il seguente articolo è a firma del Direttore del quotidiano Rinascita, Ugo Gaudenzi.

Mentre il nostro esimio presidente del Consiglio si arrabatta nella ricerca di sponde parlamentari per non far affondare una “riforma” chiamata federalismo (e con essa il governo e il suo personale potere), l’euro, la moneta unica imposta senza tutele ai cittadini di 17 dei 27 attuali membri dell’Unione europea, sta giocando la sua più delicata carta per sopravvivere.
Quale sia il nostro comune sentire al riguardo è noto.
L’euro è stata e resta - con gli istitutivi Trattati di Maastricht che hanno tolto ad ogni Stato nazionale la concreta sovranità economica e monetaria - la più grande truffa del dopoguerra ai danni delle nostre nazioni. Una truffa negoziata con la finanza internazionale e condita dalle “liberalizzazioni” (quelle che vuole di nuovo accelerare il nostro esimio premier, rapina dell’acqua pubblica inclusa), dalle “privatizzazioni” delle più importanti e strategiche industrie europee, tesori pubblici rapinati a tutti noi, e dalla cancellazione di quei patti sociali che avevano assicurato lavoro e benessere diffuso. Oltre a queste spoliazioni della ricchezza europea, il clan dei banchieri al timone dei governicchi coloniali della cosiddetta Ue, hanno anche dovuto imporre ai loro cittadini le terapie d’urto liberiste della competitività, della precarietà, della flessibilità, della disoccupazione, delle lacrime e sangue e della perpetua sudditanza al pagamento di interessi su interessi per i prestiti che gli Stati europei sono stati forzati a contrarre con le maggiori banche d’affari mondiali e con il Fmi per far sopravvivere i bilanci nazionali.
Nel sottolineare questo, sfondiamo porte già spalancate.
Il problema gravissimo è però quello che incombe in vista di ulteriori crack nazionali, dopo quello della Grecia.
I fatti sono conosciuti. La Germania della Merkel e la Francia di Sarkozy, autoelettisi “guida” del “patto per l’euro”, hanno deciso di imporre anche un “patto per la competitività”, con la parola d’ordine: chi ci sta ci sta, chi non ci sta è escluso.
Con tanti saluti all’altro nostro esimio Tremonti che, tra una mala-lettura delle tesi di Larouche e l’inutile varo di una legge a tutela del risparmio e per la riacquisizione della proprietà di Banca d’Italia illecitamente nelle mani di banche ex pubbliche svendute ai privati, cercava di negoziare l’emissione di “obbligazioni europee” per bloccare i crack a catena degli Stati “pigs”, o ritenuti tali.
Non è un caso che, ieri, la vera agenda politica di Bruxelles sia ruotata attorno a questi argomenti (che ai nostri esimii governanti e oppositori non interessano, concentrati come sono su ipotesi federaliste bucate o sui vari “Rubygate”).
E non è un caso che Frau Angela si sia - prima del vertice - incontrata a pranzo con Zapatero, ormai rappresentante di una Spagna in ginocchio di fronte ai diktat liberisti e lacrime e sangue.
Perché la Spagna non è la Grecia e nemmeno l’Irlanda.
Un crack di Madrid sul fronte del debito non conviene né ai Signori del denaro - che strangolano, sì, le economie nazionali, ma fino a quel tanto che permetta comunque loro di pagare gli interessi... - né ai capibastone dell’Unione europea, esattori e gabellieri ufficiali degli istituti d’usura. Quindi la Spagna deve adeguarsi ai diktat liberisti delle lacrime e sangue.
In sintesi. L’autoeletto governo bicipite liberal-liberista Merkel-Sarkozy, vuole introdurre un’Unione europea a “doppia velocità”. Nella cupola di comando, oltre a Parigi e Berlino, soltanto i governi che accetteranno conti pubblici in ordine, debito non superiore al 60 per cento del pil, età pensionabile a 67 anni, abbandono degli aumenti retributivi automatici e così via.
Indovinate adesso chi dovrà stringere - di più - la cinghia.
Già: l’Italietta.
Che dovrà affondare sempre più nel gorgo delle privatizzazioni, nel lavoro umano inteso come merce a basso costo e nelle peggiori ristrettezze economiche per “salvare il suo posto” (sic) nell’area “di comando” (ari-sic) dell’euro.
Basta. Basta. Basta.
Questi Terapeuti di governo che operano per gli interessi specifici della grande finanza internazionale, devono essere spazzati via.
L’Italia faccia come l’Argentina.
Si dichiari “insolvente”. Non paghi più gli interessi usurai alle grandi banche d’affari internazionali. Torni alla lira, ad una moneta nazionale, riprenda il controllo della sua Banca centrale, ora pilotata dal Klan dei Banksters, torni a produrre senza pagare “interessi” agli speculatori, torni a considerare il Lavoro come valore, non come merce.

mercoledì 26 maggio 2010

L'Italia messa in vendita. E fanno finta di nulla ( articolo di Ugo Gaudenzi - Rinascita ).

Il seguente articolo è tratto dal sito del quotidiano "Rinascita". Ed è a cura del direttore Ugo Gaudenzi.
di: Ugo Gaudenzi
direttore@rinascita.net

In principio era Maastricht, e Maastricht era presso di noi, e Maastricht fu noi... L’inizio europeo della Globalizzazione, l’inizio del Libero Mercato, l’inizio della Flessibilità, delle Privatizzazioni, della Sovranità economica-finanziaria ceduta alle banche centrali a e ai loro Regolatori: le agenzie di rating, la Banca dei Regolamenti Internazionali, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Era il 7 febbraio del 1992 e, non a caso, per l’Italia, la firma fu apposta dall’allora ministro “socialista” Gianni De Michelis. Per acquisire meriti con i padroni atlantici, con i Signori del denaro e per mandare avanti i suoi affari con la Cina. Un buon triplice paracadute - a pensarci oggi bene - per evitare l’ostracismo democratico lanciato sul suo capo-partito, Bettino Craxi, ritenuto un avversario da abbattere dai Regolatori Atlantici. Vi risparmiamo il declivio dei 18 anni trascorsi. Accenniamo appena alla gita sul Britannia degli Andreatta, Draghi, Soros e banchieri d’affari per la svendita in blocco del patrimonio pubblico italiano, delle migliori aziende nazionali, dalle telecomunicazioni all’energia, ai trasporti, ai gioielli dell’industria di trasformazione, al settore manufatturiero. Ricordiamo il varo, con Amato - dopo una svalutazione della lira non bloccata da Ciampi - della prima stangata lacrime e sangue che colpì le tasche degli italiani, “protetta” - sic - da un prestito a usura internazionale. Poi la folle decisione - ah: di Prodi, D’Alema, Ciampi & Co. - di lanciare una moneta unica, l’euro, senza gradualità, e senza alcuna difesa contro i raid della finanza usuraia internazionale. Quindi l’esplosione della speculazione finanziaria, con le nostre amministrazioni pubbliche - dalle comunità montane alle Regioni - in gara a contrarre più prestiti “facili” possibili, e con enti di diritto pubblico e privato - pensiamo ai fondi assistenziali e previdenziali, ma non soltanto a quelli - messi “sul mercato”. Ricordiamo il 2008 e il crollo della finanza derivata e dei mutui anglo-americani e le conseguenti misure di salvataggio delle maggiori banche ai danni dei cittadini. E, di recente, l’attacco speculativo ai “pigs” - ai “maiali” mediterranei: Portogallo, Italia, Grecia, Spagna - e cioè il crack dell’euro per rafforzare il dollaro, permettere la rivalutazione dello yuan cinese. E infine ricordiamoci dell’unanime Elogio al Trattato di Lisbona, firmato il 1 dicembre 2009, per “affrontare la globalizzazione”. Mescoliamo bene il tutto, et voilà, il desco è servito. Non soltanto da 18 anni siamo forzati a distruggere le nostre produzioni, delocalizzarle, per così comprare quello che producevamo all’estero; non soltanto abbiamo visto devastare il Lavoro e spingere la maggior parte dei nostri cittadini in un nuovo Lumpenproletariat; non soltanto ci hanno privato dell’elementare diritto di essere proprietari del denaro che guadagnamo; non soltanto ci hanno costretto in una spirale nella quale compriamo dalle banche il denaro per pagare le banche; non soltanto siamo diventati carne da cannone per le guerre anglo-americane di dominio delle risorse energetiche dei Paesi in via di sviluppo... Ma poi dobbiamo anche ringraziare i nostri salvatori, i liberatori. Come? Naturalmente adottando anche noi - come la Germania, come tutti i Paesi-colonia d’Europa - politiche di restrizione dei redditi che faranno ancora più stagnare la nostra economia, per lasciare qualche attimo di respiro a quelle dei padroni atlantici. E il ministro? E il ministro Tremonti? Non aveva forse negato, anzi “scommesso”, che non vi sarebbero state più stangate? Un altro Padoa Schioppa. Un altro Ciampi. Un altro Amato.


martedì 27 aprile 2010

Notizie dal mondo ( notizie del 24 e 26 aprile 2010 ).

Piccola rassegna stampa su alcune "simpatiche" notizie che, pur non avendo nulla in comune, mi hanno incuriosito.

Domenica 24 aprile 2010

Incominciamo con domenica, ed ecco che, sul sito del "Corriere della Sera", compare la notizia di una "misteriosa infezione micotica negli U.S.A.".
Copiando e incollando alcuni stralci dell'articolo, si legge che oltre oceano hanno a che fare con "un fungo che sta causando una serie di infezioni ai polmoni e al cervello nel nord-ovest degli Stati Uniti e che sta mettendo in allarme gli esperti. Benché sia di origine tropicale e sub-tropicale, questo fungo è arrivato negli Stati Uniti dalla regione canadese della Colombia Britannica."
Come se non bastasse "Dai primi studi pare inoltre che esista già una nuova varietà, particolarmente virulenta, che non era mai stata vista prima in Canada. La micosi attacca uomini e animali. Al momento non ci sono trattamenti specifici...."
Vedremo l'evelversi di questo ennesimo allarme, che fino adesso è circoscritto nei soli U.S.A.
Qui sotto lo screenshot dell'articolo:



Lunedì 26 aprile 2010

Ieri, 26 aprile, sul sito de "Il portale del consumatore" della Regione Lazio, una sintetica notizia mette in allerta sul ritrovamento di sostanze tossiche nell'acqua del rubinetto. Per la precisione "la qualità delle acque potabili italiane andrebbe bene per gli adulti ma non per i bambini al di sotto dei 12 anni in particolar modo per i neonati. L'acqua del rubinetto sarebbe contaminata da arsenico, boro e fluoruro, sostanza tossiche che scorrono nelle nostre tubazioni. I livelli di tali sostanze in alcune regioni, superano di cinque volte quelli consentiti dalle norme europee."
Qui sotto lo screenshot dell'articolo:



Lunedì 26 aprile 2010

Mentre in Grecia la popolazione sta soffrendo le pene dell'inferno per i conti sballati e, chissà, molto probabilmente, essendo una economia debole, anche a causa dell'introduzione dell'Euro, ecco che qualche mente illuminata - possibilmente sovrannazionale - ha pensato bene di rivedere il famigerato Trattato di Maastricht. Possibilmente in peggio.
La notizia l'ho tratta da "Repubblica.it".
Qui sotto lo screenshot dell'articolo: