martedì 9 luglio 2013

Qualcuno lo sa che l'italia finirà di esistere tra un anno e cinque mesi? ( articolo di Max Parisi - "Il Nord" )

Il seguente articolo, a firma di Max Parisi, è tratto dal sito "Il Nord"



Quasi che fosse stata una notizia da giornale di provincia, tutta la grande stampa nazionale e va da sé anche la grande informazione televisiva, hanno bellamente trascurato il fatto che la Commissione europea abbia ricordato all'italia che "a partire dal 2015 il trattato denominato Fiscal Compact entrerà in vigore e quindi da quell'anno e per i successivi  20 (venti!) anni l'italia dovrà tagliare la spesa pubblica di 45 miliardi di euro ogni 12 mesi, in modo da riportare alla soglia del 60% il rapporto debito-pil". Boom!
Ora, al momento attuale il governo dei sonnanbuli guidato da Capitan Valium Enrico Letta non riesce a mettere a fuoco neppure il taglio di 4 miliardi di euro della spesa pubblica per cancellare l'IMU e altri 4 miliardi per bloccare l'aumento dell'IVA. 
Qualcuno che abbia un minimo di lucidità è in grado di spiegare come potrà - il prossimo governo - tagliare di 10 volte tanto la spesa statale OGNI ANNO PER 20 ANNI?!
Vediamo come si potrebbe fare, ammesso e non concesso che un prossimo governo davvero intenderà provarci.
Rudurre di 900 miliardi di euro la spesa pubblica italiana di oggi (questo significa tagliare di 45 miliardi l'anno per 20 anni la spesa pubblica) significherebbe: dimezzare tutte le pensioni (ridurle del 50%) + licenziare almeno 2.000.000 di impiegati pubblici (un terzo nella scuola, un terzo nella sanità, un terzo tra polizia, carabinieri e Fiamme Gialle + i due terzi degli impiegati comunali e regionali) + cancellare ogni forma di assistenza sociale + ridurre di non meno del 40% tutti gli stipendi del settore pubblico.
Così, in 20 anni si ridurrebbe della metà di quei 900 miliardi di euro suddetti la spesa dello Stato.
E l'altra metà? L'altra metà va "drenata" dai risparmi dei cittadini in tasse sui patrimoni e più in generale su ogni avere, incluso il conto alla Posta da 1000 (mille) euro. 
Non serve un fine economista per capire che tutto ciò porterebbe l'italia a superare di botto la Grecia quanto a devastazione. E la devastazione è sorella della violenza e la violenza di massa si chiama guerra.
Il tutto inizierà tra esattamente tra un anno e cinque mesi a partire da ora.

max parisi

giovedì 13 giugno 2013

Pensieri su di un'Italia ( volutamente ) ai titoli di coda


Pensieri, solo pensieri su questa nostra Italia ormai andata, fallita e tramontata. Un’Italia che va avanti con la sola forza d’inerzia di ciò che venne costruito e realizzato negli anni passati.  L’ex Bel Paese che di bello, francamente, non ha più nulla, visto il tramonto economico, sociale e morale in cui riversa da anni. E più passa il tempo e più la sua fine la si tocca con mano. Si va avanti perché si è vivi biologicamente parlando, ma dentro di noi il pessimismo rasenta la morte interiore. Si arranca perché qualcuno ha ancora la fortuna di avere un lavoro che il 27 di ogni mese gli garantisce, anche se minimo, uno stipendio. Si prosegue perché c’è gente che ha una famiglia da mantenere o che lo mantiene ( vedere i famosi “bamboccioni” che, nel corso del 2012 – per merito della maestrina Fornero – divennero “choosy” ), perché si è nati in questa nazione e qui, pur patendo un presente e un futuro penoso, si vuole rimanere.
Il resto è tristezza e disperazione: aziende che, pur se alcune cavalcano la crisi, chiudono, o se non lo fanno, dimezzano il personale; altre che delocalizzano ( si sa, nell’Est europeo la manodopera costa meno. FIAT docet ); addirittura anche le banche prevedono riassesti societari che trascineranno a sé centinaia e centinaia di esuberi. Il pubblico impiego? Anche lì, il famoso “posto fisso” e sicuro al 1000% ( mille per mille ) è in bilico.
Si va avanti con contratti a termine, se ti va bene. Se ti va male, “grazie” alle agenzie di lavoro temporaneo ( ovvero le ex “agenzie interinali” ), ci sono anche contratti di un giorno! Sì, avete letto bene: di un giorno.

Tralasciando i dati Istat sulla disoccupazioni e le ultime stime della CGIL ( che ha la sua colpa, sia chiaro, in tutto questo sfacelo ) che prevedono 67 anni per ritornare ai livelli pre crisi del 2008, concentriamoci su chi ci rappresenta in Parlamento e su cosa dicono e fanno.
Bene, che dicono? Che fanno? Nulla, nel vero senso della parola. Da quando, dopo quasi due mesi dalle elezioni di fine febbraio 2013, si è costituito il Governo presieduto dal Vice Presidente dell’Aspen Istitute Italia, Gianni Letta, non si fa nulla. L’unica cosa è stata la soppressione ( per ora ) dell’IMU sulla prima casa, il seguito sono state chiacchiere da bar, litigate fra i commedianti dei vari schieramenti politici e basta.

Un motivo di questo lassismo? Semplicemente ( secondo me ) una constatazione non dichiarata, ma lasciata intendere, sullo stato di fallimento dell’Italia e contro il quale - a meno di una presa di  potere con la forza, da parte di non so chi, che allontanerà l’Italia dai trattati europei che hanno e stanno devastando le economie della maggioranza degli stati – non c’è più nulla da fare. I diktat europei sono stati “firmati”, la macchina europea è in funzione e se si è servi di essa, non devi far altro che ubbidirgli e basta. In sostanza, come disse il Britannia Boy, Mario Draghi, prima delle elezioni politiche di questo inverno, l’Italia ha il pilota automatico inserito.
E allora, cosa resta da fare? Parlare del contorno: gay, zingari, immigrati, ius soli, Balotelli ( suo malgrado tirato in ballo per parlare sempre e solo di razzismo ) e ( scoperta dell’acqua calda ) delle uccisioni di donne da parte dei loro “uomini”.

Non ci avete fatto caso che questi temi, bene o male sempre presenti, hanno aumentato la loro portata mediatica tanto da stomacare chi li ascolta? Non notate che quando si parla di immigrazione, si tira fuori il discorso dello “ius soli”? Non notate, poi, la “qualità” di certi Ministri che sembrano messi lì apposta perché funzionali non solo in quanto non avvezzi alla politica o, se lo sono, di sicuro servilismo, ma perché “foto/telegenici” e, ubbidienti al pensiero dominante, accondiscendenti ad un nuovo ordine mondialista imposto dall’alto? Ordine che vuole la devastazione dell’Italia mediante immigrazione massiccia, mescolanza razziale per creare un’amalgama senza identità e sfascio della natura umana tramite la legalizzazione delle coppie gay e dell’affidamento a queste dei bambini.
Avete fatto caso che, dopo aver inculcato alla gente che la colpa della crisi è sua, ora si sta imbambolando la popolazione a non avere più un sentore di italianità? A considerarsi – parola della Ministra dell’integrazione ( Ministero inventato dalla sera alla mattina ) – “meticci”? In poche parole, a far allontanare da tutti noi quel minimo di identità nazionale che dovrà far posto al Nuovo imposto dai poteri forti?
Tanto è vero che chi, come il cantante Giuseppe Povia, canta una canzone sull’Italia ( “Siamo italiani” ), è immediatamente subissato di critiche e infamità sul suo ( fantomatico ) essere nazionalista, fascista e razzista! Ma stiamo scherzando o cosa?



Per finire: ora, per le forze mondialiste, è il momento di continuare – così come stanno facendo palesemente da metà novembre 2011 ( mese e anno in cui Re Giorgio spodestò Berlusconi e, per accontentare tali forze, incoronò Monti e il suo governo “tecnico” alla guida dell’Italia ) – con l’attacco contro la nostra nazione. Superficialmente la si abbatte usando le loro marionette, spacciate per “ministri”, nello stravolgere e disgregare la società tramite argomenti come i gay ( matrimoni e affidamenti di figli ), gli immigrati e la cittadinanza ( argomenti, poi, utili anche come distrazione ), dietro le quinte, invece, con i vari trattati che realmente regolano la vita dei paesi e che faranno rimanere nel limbo della depressione economica l’Italia.

lunedì 27 maggio 2013

Immigrati in rivolta?


Questo mio stesso articolo, è stato pubblicato anche sul sito dell'Associazione Culturale ZENIT.

Milano, 11 maggio, un clandestino del Ghanana, Mada “Adam” Kabobo, camminando per le vie del quartiere Niguarda, colpisce a bastonate e picconate dei passanti. Il bilancio della mattanza vede 1 morto e 5 feriti, due dei quali, a distanza di tre giorni, moriranno anche loro. Perchè un simile gesto? Tante spiegazioni ci sono e non ci sono; chi dice che è squilibrato, chi - come un "Onorevole" durante una seduta delle Camere una settimana dopo l'eccidio - come gesto alla sua emarginazione e mancanza di lavoro, chi con altre e varie spgazioni. Qualcun'altro, con la scusante che aveva chiesto asilo in Italia ( come se chiederlo significhi santificare il richiedente ),  minimizza l'accaduto e ne dimentica i fatti. Sta di fatto che tre persone ( italiane ) sono morte e l'omicida, pur se arrestato, si trova in carcere come se avesse rubato delle caramelle. Certamente, se fosse successo l'incontrario, si sarebbe scatenato un putiferio con accuse di razzismo da ogni parte. Lui, invece, non che debba esser condannato a morte, se ne sta in  prigione con la richiesta di una perizia psichiatrica da parte dei Pm. Se dovesse risultare incapace di intendere e di volere al momento del fatto, verrebbe assolto  e non finirebbe in carcere, ma in una struttura psichiatrica giudiziaria. Siamo sicuri che ha qualche rotella fuori posto? Non è che è sano come un pesce - visto i suoi precedenti criminali qui in Italia che lo videro, due anni fa, come uno dei "protagonisti" nella rivolta del CIE in Sicilia - visto il clima da buonismo imperante impone simili scelte?

Comunque, Kobobo a parte, qui in Europa non c'è da stare sereni. Tempo una decina di giorni ed ecco che - per motivi diversi e non riconducibili all'assassino di tre italiani - a Londra, il 22 di maggio, un paio di cittadini inglesi, ma di chiarissima origine africana, sgozzano un militare inglese mentre usciva dalla caserma. Il tempo di rendersi conto dell'orrore verificatosi ed ecco che a Parigi, un immigrato, tenta anche lui di sgozzare un militare.

Ma che succede?
Non per fare il complottista, ma non vorrei che dietro possa esserci una regia. Come mai si stanno svegliando tutti ora a colpire gli europei? Semplice - ma pur sempre GRAVE E PREOCCUPANTE - emulazione dovuto a un senso di rivalsa latente, o dell'altro? Quello che è certo sono i morti, sia chiaro, e non ci sarebbe neanche da fare dietrologia. Purtroppo non ci vedo nulla di strano, da parte di gente mai integrata e scollegata dalla realtà in cui vive perchè con usi e modi di fare opposti ( pur se tramandati ), una rabbia latente e sempre tenuta nascosta. Basta una scintilla per "incoraggiarsi" a vicenda a colpire e assassinare. E rimane sempre una dimostrazione che l'immigrazione senza controllo, ovunque essa avviene, porta ad una mescolanza razziale esplosiva, oltre ad una buona manovalanza - grazie ai non controlli alle frontiere - atta a compiere gesti terroristici.

Per quanto concerne i mie dubbi, potrebbe esserci un'induzione all'omicidio per provocare disordini, grazie alla gran quantità di immigrati - slegati e non integrati  nelle città europeee - da usare a proprio uso e consumo grazie a manipolazioni mentali tipo gli esaltati che si professano appartenenti ad Al-Qaeda? Ricordiamo pure che da domenica 19 maggio, alcune citta svedesi sono messe a ferro e fuoco da centinaia di immigrati che, stando all'ufficialità delle fonti, protestano perchè nel sobborgo povero di Husby, dove l'80% degli undicimila abitanti sono immigrati e il tasso di disoccupazione è altissimo, la polizia ha ucciso un anziano di 69 anni armato di coltello: una reazione giudicata eccessiva dagli abitanti del quartiere che sono scesi in piazza per protestare.

A chi gioverebbero i disordini? Non so, ma ricordiamo che è istituita, ormai dal 2004 ( ed operativa dal 2006 ), la gendarmeria europea denominata EUROGENDFOR. Essa ha tra le sue caratteristiche quella di essere sovrannazionale e non giudicabile nei suoi compiti. Manca la scintilla per vedersela camminare fra le strade delle nostre città? E la sua presenza sarebbe uno schieramento preventivo in vista di eventuali scontri di piazza per via dell'incancrenita crisi economica? Insomma, si fa leva sull'immigrazione massiccia presente in molti stati dell'Unione Europea per ottenere altri scopi? E non credo che sia una macchinazione contro l'immigrazione in sè, in fin dei conti essa, soprattutto in stati mal governati e senza un solido sentimento di identità come può essere anche l'Italia, è usata a mo' di cavallo di Troia per limare sempre più al ribasso la qualità della vita lavorativa, oltre ad impiegarla nel rendere gli stati un'amalgama senza senso di appartenenza e di unione fra la popolazione. Pensateci: secondo voi, chi progetta l'Unione Europea, vorrebbe stati accondiscendenti o con una popolazione riottosa ai diktat di Bruxelles? Ovvio che è la prima ipotesi quella scontata,
Ecco, quindi, il perchè, se ci dovesse essere una macchinazione, non la vedrei contro l'immigrazione, ma contro i popoli autoctoni dei singoli stati. Oppure si vuole uno scontro razziale in Europa e che si estenda ( ma non credo ) nel resto del mondo? Non lo so, non ho cultura in merito. Quello che conta è la realtà dei fatti che fa pensare e preoccupare non poco. Restare vigili!