domenica 5 ottobre 2008

Credere, obbedire, combattere!



Uno spettro s’aggira per il web: lo spettro di chi pensa indipendentemente. Tutte le leve dello status-quo, dal C.I.C.A.P. al suo emissario in primis, per poi passare agli zimbelli di quest’ultimo e ai comuni mortali ( che altro non sono che “carne da macello” ), si sono unite nella santa persecuzione di questo spettro.
Qual’ è quel sito o blog che non sia stato tacciato di “complottismo” dalle leve del potere, qual è quel sito o blog che non abbia rilanciato la bruciante accusa di “complottismo” e quant’altro alle persone che aprono siti per discutere liberamente?

Riprendendo ( e modificando per l’occasione ) le prime righe del “Manifesto del partito Comunista” di Marx ed Engels, ho voluto introdurre un problema che più passa il tempo e più diventa dilagante: stiamo parlando della libertà sul web.
Ovvero, non ( almeno per ora ) l’impossibilità di aprire blog o siti, ma la presenza di un gran numero di persone che, venendo a conoscenza di taluni argomenti discussi solo su internet e riviste “di settore”, spara a zero e insulta a più non posso chi li segue.
Argomenti, poi, che vengono relegati, soprattutto dai “capi”, nel calderone del “complottismo” e quindi già condannati dalla nascita.
Sia ben chiaro che ognuno è libero di seguire e/o approfondire certi argomenti anziché altri, ma non si capisce il motivo del perché, semplicissimi comuni mortali debbano andare a capofitto contro chi segue e pubblica sul proprio sito/blog queste argomentazioni. Perché, uscendosene come i cavoli a merenda, parlano come se fossero padroni di certe tematiche da molto tempo e, avendole analizzate a fondo, possono constatare l’inesistenza di esse? Ma ciò non toglie che bisogna denigrare chi continua a seguirle.
Ma come si fa ad essere così sfacciati? Cosa gli entra in tasca? Perché dare contro a gente simile a loro che vuole porsi i propri interrogativi e, perché no, condividerli con altri tramite l’apertura di un regolare blog? Perché questa ottusità mentale?
Gente autoprogrammata ad obbedire e basta? Un pò di spina dorsale ce l’avranno? Oppure, lo sfoggio di una laurea, o l’avvicinarsi al giorno della tesi, li porta in una dimensione di megalomania contagiosa?
Infatti a me pare così, ovvero un contagio che colpisce sempre più tanta gente – anche in buona fede ( ma un pò con i paraocchi ) – che è come se fosse preda di un delirio di onnipotenza e presunzione.
Il loro motto mi sembra quello del “ventennio”: CREDERE, OBBEDIRE, COMBATTERE.
Infatti il tutto è come se fosse manovrato da una dittatura silenziosa, che striscia tra la gente comune, gli manipola il cervello e la porta ad essere controllore di se stessa in primis, e dei propri simili, dopo. Ogni pensiero diverso da ciò che vuole l’Impero, è considerato un reato. Anzi, uno PSICOREATO.
La psicopolizia è attiva 24 ore su 24. In guardia, gente! O state con noi o contro di noi!




Gli argomenti bersaglio dei loro sberleffi, vengono presi dalla fonte che li mette in giro a mò di barzelletta, ovvero, il loro "capo".
Questo – al quale, nonostante le sue prese in giro, porto rispetto – coglie l’argomento che va per la maggiore nel web e ne pubblica un articolo-barzelletta sul suo blog.
Da qui, il compito è passa ai suoi zimbelli. Commenti simil a pernacchie a chi si interessa dell’argomento trattato dal loro “capo” e sistematica apertura di blog che rasentano l’infermità mentale.
Nello zibaldone, come ovvio che sia, va a finirci un po’ di tutto. Tanto, per codeste persone di fino intelletto, tutto fa brodo. E quindi: si parte con le “scie chimiche”, si continua con gli “U.F.O.” e si termina con l’”11 settembre 2001”. Abbastanza lineare, non trovate?
Dalla riga qui sopra, ho anticipato ciò che va per la maggiore nei discorsi denigratori di lor signori. Ma posso continuare, per la loro gioia, anche con il “Nuovo Ordine Mondiale”, gli “extraterrestri”, il “falso allunaggio del 1969”, “poteri extrasensoriali”,”cure alternative per il cancro”, “signoraggio bancario”, eccetera.
Da come si vede, tutto, ma proprio tutto, diventa un loro bersaglio.

Ultimamente, poi, si è aggiunto un’internauta che sembrava uno “giusto”, ma che, dopo la riapertura del suo sito, sembra essere “deragliato”. Sto parlando di Andrea Doria.
Questo, verso metà settembre passato, ha confezionato delle foto false – che riprendevano un elicottero che inseguiva tre sfere luminose – e fatte recapitare ( tramite falsa e-mail di un falso cittadino che le ha scattate ) alla Redazione della rivista ufologica ( e di misteri ) “Segni dal Cielo”.
Il Direttore di suddetta rivista, colto lo scoop, ha pubblicato sul sito le foto nell’articolo “Elicottero militare intercetta tre U.F.O.” Poi, tale Doria, è uscito allo scoperto e, tramite l’articolo “Guerre spaziali a Savio di Ravenna”, prima, e “Mister-X”, poi, ha ammesso di aver fatto volutamente lui le false foto per dimostrare come nell’ambiente ufologico si abbocca a tutto senza analizzare le prove di ciò che si dice.
Buona fede? Cattiva fede? Sta di fatto, secondo la mia impressione, che Doria non ce la racconti giusta. Perché se avesse voluto contribuire alla causa ufologica, non se ne sarebbe uscito così, ma avrebbe trovato altre strade che portano ad una più fattiva collaborazione con certa gente. E non tramite la realizzazione di falsi che li spaccia per veri e ci fa abboccare un po’ tutti.
Naturalmente, col suo gesto, è diventato paladino di lor signori.
Applausi per la sua bravura nella computer grafica, ma niente applausi per la bravata che ha fatto.

Tutti questi comportamenti sopra descritti, spero che sortiscano l’effetto contrario, ovvero: un bel CONTRACCOLPO. Spero veramente che chi accede ai loro siti/blog, a mano a mano che leggono le loro “bravate”, le loro prese per i fondelli a gente comune, possano incominciare a porsi domande e a dare un’occhiata ai siti/blog bersaglio delle denigrazioni e a leggerli sotto un’altro occhio. Cioè l’occhio di chi, pur rimanendo scettico a certi argomenti, non li scarta a priori, non offende chi li segue e condivide le impressioni con altri, ma rimane a leggerli e a rispettare chi ci si appassiona.
Anche perché seguire argomenti poco dibattuti, non significa “credere” – infatti non è una religione – e né inculcare ad altri certe argomentazioni, ma interessarsi e documentarsi come avviene per qualsiasi altra cosa più “terrena”.
Poi, se certa gente vuole capire, bene. Se non vuole capire, problemi loro e della loro ottusità.

Stiano certi che i comuni mortali come il sottoscritto, continueranno a farsi le loro domande e a condividerle con chi ha quel minimo di apertura mentale. Non saranno certi blog, aperti per l’appunto, a bloccare la nostra curiosità, le nostre domande e le nostre riflessioni.
Finchè ci sarà libertà, sia fisica che mentale, l’essere umano non potrà essere ingabbiato. E’ la sua natura, o almeno la natura di chi ha un certo modo di essere.
Gli altri, che continuassero a CREDERE, OBBEDIRE e COMBATTERE!



NOTA BENE:
Le immagini di manifesti e frasi del ventennio, sono a scopo illustrativo. NESSUNA attinenza a NESSUNO.



venerdì 3 ottobre 2008

Gli automi biomimetici

La settimana scorsa, sfogliando la rivista “L’Espresso” – nr. 39 anno LIV 2 ottobre 2008 – mi sono imbattuto nell’articolo “Bestiale questo robot”.

Tratta dei cosiddetti automi biomimetici, detti anche “animaloidi”, ovvero robot costruiti ispirandosi al mondo animale. L’argomento, almeno per me comune cittadino che bazzica internet, non era nuovo, ma ancora poco conosciuto. Sul web, già da molti mesi, ci sono filmati di animali, quadrupedi o addirittura pesci, che si muovo così bene ( a parte qualche ovvio particolare ) tanto da sembrare reali.

Stando a quello che si legge nell’articolo, i robot vengono realizzati come strumento per aiutare l’uomo in svariati compiti, tra questi: camminare tra le macerie, arrampicarsi tra le montagne là dove ( è l’esempio di “BigDog” ) non riescano i soldati, ecc..

Ritrovati della tecnica che mi lasciano perplesso, che scopo ci sarebbe nel realizzare, che so, un robot che assomigli ad una cane? Ad un pesce? Esercizi di stile, o, analizzando le movenze degli animali, e quindi ricostruendole in laboratorio tramite macchine, costruire qualcosa che possa facilitare l’uomo in qualsiasi circostanza? Quindi così come scritto nell’articolo dell’Espresso?

Sinceramente non saprei, ma le immagini del “BigDog” – costruito dalla Boston Dynamics e finanziato dalla DARPA degli Stati Uniti – è inquietante.

Sembra realmente un’animale.

Costruiranno, in futuro, anche animali da compagnia? Nel futuro dobbiamo aspettarci animali cybernetici?


Interessante, anche se non riguarda gli animaloidi, è il video postato da Antonella Randazzo sul suo blog qualche giorno fa. Tratta, come scritto nel titolo, di “Mostri genetici, robot o test per valutare le reazioni delle masse?”. Esseri, chiamati “Gen-pets”, costruiti dalla società Bio.Genica ( industria di ingegneria genetica ) e sono un esempio di animatronics. La Randazzo non dà per scontato l’esistenza reale di quei “mostriciattoli”, ma l’interrogativo che pone è molto interessante. Quello che mi domando - riallacciandomi alla riflessione della Randazzo - è se sia i mostriciattoli che gli animalodi, pur se quest’ultimi avrebbero un fine ben specifico, potrebbero avere anche il compito di testare le masse all’idea di essere circondati da animali sintetici? Non reali? E anche da organismi geneticamente modificati come i “Gen-pets”? Avere tutto intorno a noi cybernetica e nient’altro?



FILMATI SUGLI "ANIMALOIDI"



( "BigDog" )




( "RobotFish" )





FILMATI SUI "GEN-PETS"



( "I mostri della scienza: Gen-pets. PRIMA PARTE" )




( "I mostri della scienza: Gen-pets. SECONDA PARTE" )


giovedì 2 ottobre 2008

L'attuale crisi finanziaria - SECONDA PARTE

Questo nuovo articolo sulla crisi economica, lo definisco come "seconda parte" dell'altro mio articolo pubblicato in settimana.
Infatti voglio parlarvi di un libro ( che allora, nel 2005, non comprai ), ma che predisse, sempre se io non abbia scambiato lucciole per lanterne, la situazione attuale.
Il volume in questione si chiama "Come affrontare il crollo economico del 2006-2007", di Michael Wells Mandeville, edito dalla Macroedizioni.
Nei suoi sette capitoli spazia tra le profezie di Edgar Cayce alla depressione del '29, dalla Cina a Osama bin Laden e il terrorismo, per poi parlare delle macchie solari. Sì, delle macchie solari che, stando al diagramma, è come se ci fosse una corrispondenza tra queste e depressione.
Anche se l'economia non può essere messa in relazione all'osservazione del sole, però stà di fatto che, sempre se non l'abbiate letto, le macchie solari...stentano a farsi vedere. Il ciclo di queste è da un paio d'anni che si è rallentato.
Ripeto: non possiamo relegare la crisi finanziaria al sole, ma voglio avanzare anche questa ipotesi.
Voi che ne pensate? Ci sarebbe da leggere il libro, lo so, ma qualcosa potrebbe essere collegato?

Per finire, altro libro che uscì, se non nel 2005, nel 2006 è quello dell'operatore di borsa indipendente, Eugenio Benetazzo. Già allora preannunciava tempi duri, tipo il crash del 1929. Il libro in questione si chiama "Duri e puri", edito dalla Macroedizioni ( ma originariamente dal Nuovo Mondo Edizioni ).
Ci fossero di persone come Benetazzo...Ma forse ci sono, anzi, ma è meglio farle stare sitte. Pensate a quanti risparmi potrebbero, dall'oggi al domani, vista la crisi, volatilizzarsi.
Ma questa è una faccenda vecchia, quante storie si sentono di scienziati, economisti, eccetera, che vengono imbavagliati.
Parlando di Benetazzo, vi metto il suo sito e la sua pagina di YouTube.

Un saluto a tutti.